Inchiesta appalti Asl, in aula il 21 novembre

Fissata a marzo l’udienza del secondo filone. E tra le difese degli indagati c’è chi chiede l’unificazione
PESCARA. L'ufficio del Gip fissa anche l'udienza per la seconda tranche della corposa e complessa inchiesta sulle presunte attività illecite dell'imprenditore della sanità Vincenzo Marinelli (reati che vanno dalla turbativa d’asta alla corruzione, per una serie di gare di appalto milionarie che vennero gestite dalla Asl pescarese). Si andrà in aula il 19 marzo prossimo davanti al gup Fabrizio Cingolani per decidere il destino di 9 imputati dove, oltre a Marinelli, spicca il nome dell’ex direttore generale della Asl di Pescara, Vincenzo Ciamponi, e dell'esponente della Lega, Sabrina Bocchino. Ma il problema che si pongono alcuni difensori degli imputati, riguarda proprio questa suddivisione dell’inchiesta.
Al momento le tranche chiuse dal pm Andrea Di Giovanni, sono tre: due con udienza fissata, la terza che si è conclusa da qualche settimana e che riguarda 13 imputati (e qui si trovano esponenti politici come Mauro Febbo di Forza Italia; l'ex parlamentare ed ex candidato a sindaco di Chieti, Fabrizio Di Stefano; l'ex assessore regionale alla sanità e attuale consigliere regionale, Silvio Paolucci, e ancora Sabrina Bocchino, solo per citare qualcuno dei 13 indagati). Il problema è che alcuni di questi indagati si ritrovano nelle varie tranche dell’inchiesta avviata dal pm Di Giovanni oltre quattro anni fa, per cui si corre il rischio che, uno stesso imputato, sia costretto a subire più processi, sostanzialmente per la stessa inchiesta (anche se poi nello specifico si parla di gare diverse). È ovviamente il caso di Marinelli (presente in tutti e tre i filoni e anche nell'ultimo, non ancora definito dalla procura, relativo alla gara di appalto per i bus elettrici), ma anche di altri imputati come la dirigente Asl Tiziana Petrella, le due figlie di Marinelli, ma anche di altri personaggi, come la consigliere regionale della Lega, Sabrina Bocchino, che figura nella seconda tranche, ma anche nel terzo filone: per appalti diversi, ma con lo stesso oggetto della presunta corruzione. Quindi, l'udienza in programma il 21 novembre prossimo davanti al gup Giovanni de Rensis, che rappresenta la parte più corposa dell’inchiesta con 21 imputati (e 5 gare di appalto in evidenza) e nella quale figura anche l’attuale presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, potrebbe essere l’occasione, per le difese, di chiedere una unificazione dei procedimenti: quantomeno il primo del 21 con quello fissato al 19 marzo, che ha peraltro un giudice diverso (in caso di riunione il giudice designato sarà comunque de Rensis, in quanto gup del procedimento giunto per primo a conclusione). E questo in attesa che arrivi dal gip il terzo filone già chiuso, e che venga stabilito quale sarà il gup designato e quale la data di udienza. Insomma, una parcellizzazione dell'inchiesta che non trova d'accordo parte del collegio difensivo. (m.cir.)

