Inchiesta in Comune, si dimette Trisi

11 Giugno 2023

Il dirigente dei Lavori pubblici: non ho più la necessaria lucidità decisionale. Tra gli altri indagati, anche il presidente Sospiri

PESCARA. Si è dimesso ieri il dirigente dei Lavori pubblici del Comune di Pescara, Fabrizio Trisi. Dimissioni che potrebbero far esplodere una inchiesta che la procura di Pescara ha avviato la scorsa estate.
LA LETTERA DI DIMISSIONI A parlare dell’indagine, come elemento primario che ha portato Trisi a lasciare il suo posto in Comune, è stato ieri pomeriggio lo stesso sindaco Carlo Masci in una nota di apprezzamento per il lavoro svolto dal suo dirigente, e riferendo poi quanto lo stesso Trisi avrebbe riportato nella sua lettera di dimissioni. E cioè che non avrebbe più «la necessaria lucidità decisionale a seguito di una indagine a suo carico più volte prorogata».
L’INCHIESTA Una inchiesta, quella che vede il dirigente comunale come principale indagato, che riguarda una serie di lavori affidati direttamente dal settore Lavori pubblici ad alcune ditte, alla vigilia del passaggio del giro d’Italia 2022. Una inchiesta curata direttamente dal sostituto Luca Sciarretta e dallo stesso procuratore Giuseppe Bellelli, nota da tempo agli addetti ai lavori.
GLI ALTRI INDAGATI La guardia di finanza, che conduce le indagini, si recò infatti più di una volta in Comune per acquisire tutta la documentazione relativa a quei lavori. Una inchiesta che ben presto si sarebbe allargata toccando anche il livello politico e imprenditoriale. Oltre a Trisi, risulterebbero indagate divesre persone fra cui anche l'imprenditore Vincenzo De Leonibus e il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri.
I REATI CONTESTATI Una indagine che potrebbe anche aprirsi ad aspetti inediti che vanno oltre i soliti reati dei cosiddetti colletti bianchi. Si parla infatti, a vario titolo, di turbativa d’asta, di presunte corruzioni, ma anche di possibili finanziamenti illeciti ai partiti: reato che presuppone appunto la presenza di un esponente della politica. Ma ci sarebbe anche altro su cui la magistratura pescarese sta indagando. Risvolti che potrebbero far esplodere un vero e proprio caso a Palazzo di città.
L’ESPOSTO ANONIMO Tutto è nato da un esposto anonimo giunto all'attenzione di Bellelli e Sciarretta oltre che alla finanza e ai carabinieri, con questi ultimi che avrebbero poi ceduto il passo alle fiamme gialle. Sta di fatto che l'estensore dell’anonimo era sicuramente una persona molto informata sui fatti e certamente addentro a certi meccanismi amministrativi: un anonimo che conosce perfettamente certe situazioni e che fa specifici riferimenti ad alcune gare. Vale a dire su come sarebbero state trattate e anche sui tempi: dalla data di avvio della procedura di apertura delle buste, ai requisiti stringenti imposti dal rup che avrebbero ristretto di molto il campo delle possibili imprese contendenti.
I LAVORI NEL MIRINO Nell’esposto si parlava di alcune gare come quella per la “riqualificazione del sistema viario comunale interessato dalla manifestazione del Giro d'Italia 2022”, ma anche della “fornitura e posa in opera di pavimentazione e segnaletica stradale di viale Marconi”, e molto altro.
A tutto questo si aggiunge una intensa attività di ascolto che la procura mise in atto, e dalla quale sarebbero emersi altri particolari utili alle indagini.
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