Inchiesta No vax, blitz nel Pescarese

16 Novembre 2021

Operazione della polizia di Torino in tutta Italia nei confronti degli attivisti “Basta dittatura” 

PESCARA. Ha toccato anche la provincia di Pescara la maxi operazione, effettuata ieri dalla polizia di Torino in tutta Italia nei confronti degli attivisti No vax e No Green pass più radicali affiliati al canale Telegram “Basta Dittatura”, uno degli spazi web di maggiore riferimento nella galassia dei negazionisti del Covid. Diciassette i decreti di perquisizione eseguiti in diverse città e fra queste un comune vicino a Pescara, dove aveva una delle sue tante residenze un personaggio originario del Nord Italia sospettato di far parte di questi gruppi.
Nella sua abitazione pescarese, all’alba di ieri, si sono recati gli agenti della Polizia postale e della Digos, ma l’uomo non c’era. Si è poi scoperto che era a Milano, e forse già da un po’. Nella sua casa, in Lombardia, è stata effettuata la perquisizione. Gli investigatori hanno passato al setaccio pc, tablet e i telefonini. Le accuse, a vario titolo, per lui e gli altri indagati, sono di istigazione a delinquere con l'aggravante del ricorso a strumenti telematici e di istigazione a disobbedire le leggi. Gli accertamenti sono stati condotti per diverse settimane monitorando h 24 il canale Telegram, diventato in breve tempo il polo principale nell’organizzazione di proteste violente su tutto il territorio nazionale.
Da quanto emerso gli indagati istigavano sistematicamente all’utilizzo delle armi, e a compiere gravi atti illeciti contro le più alte cariche istituzionali, tra cui il presidente del Consiglio Mario Draghi.
Nel mirino anche forze dell’ordine, medici, scienziati, giornalisti e altri personaggi pubblici accusati di “asservimento” e “collaborazionismo”. I contenuti e i toni utilizzati, stando agli inquirenti, facevano riferimento a «impiccagioni», «fucilazioni», «gambizzazioni» oltre ad allusioni dirette a «nuove marce su Roma» e al terrorismo. Presa costantemente di mira con pesanti insulti anche tutta quella parte di popolazione che, vaccinandosi e osservando le regole di protezione personale, ha accettato di rendersi «schiava» dello Stato.
Molti dei perquisiti risultano già noti alle forze di polizia, sia per aver aderito a posizioni estremiste sia per precedenti reati come resistenza a pubblico ufficiale, furto, rapina, estorsione e in materia di stupefacenti. Tra le persone identificate anche soggetti che avevano promosso blocchi autostradali e ferroviari, nonché attivisti resisi protagonisti di aggressioni di piazza alle forze dell’ordine impiegate nei servizi di ordine pubblico.
«Ci stanno dando la caccia. Stiamo attenti. La verità fa male a questo governo». È uno dei commenti apparsi su alcune chat Telegram No Vax e No Green pass dopo la notizia delle perquisizioni a carico degli attivisti di “Basta dittatura”. C'è anche chi ha proposto nuove proteste. La polizia postale di Torino chiederà nelle prossime ore l'oscuramento quindi di altri canali Telegram.