Inchiesta sui rifiuti carabinieri in Comune

Penne, acquisiti i documenti sull’appalto vinto da due ditte foggiane L’assessore Pasqualone: se non è in regola, il servizio va revocato
PENNE. La gestione rifiuti a Penne continua a tenere banco. Nella giornata di lunedì i carabinieri della compagnia di Penne si sono recati nuovamente a palazzo di città per acquisire tutta la documentazione riguardante l’attuale servizio differenziata gestito dall’ati formata da Ecoalba e Sima Ecologica. L’indagine dei carabinieri, avviata dopo la denuncia ai danni dell’ente di una 39enne del posto che ha visto un terreno di sua proprietà trasformarsi in breve tempo in una piccola discarica a cielo aperto, è ancora in corso. «La documentazione è ancora incompleta e abbiamo sollecitato il Comune a fornirla con un urgenza», ha detto il capitano dei carabinieri di Penne, Massimiliano Di Pietro. Di certo, oltre al fatto che non è stato ancora siglato il contratto tra l’ente vestino e l’ati che gestisce il servizio per l’assenza del certificato antimafia, c’è che la gestione dei rifiuti a Penne presenta diversi interrogativi. Il capitolato d’appalto in base al quale le due ditte foggiane operano non viene rispettato alla lettera e, soprattutto nelle zone periferiche, la sopportazione dei cittadini sembra sia arrivata al limite. Anche alcuni membri della maggioranza del sindaco Rocco D’Alfonso vorrebbero un cambiamento di rotta per quel che riguarda la gestione del servizio. «Chiedo al dirigente di settore di fare gli approfondimenti del caso sulla regolarità e sul rispetto del capitolato. Qualora non ci fossero le condizioni necessarie per andare avanti chiedo che si proceda alla revoca immediata dell’appalto e che l’ente si costituisca parte lesa», afferma l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Penne, Gabriele Pasqualone. Lo scorso 30 giugno, intanto, è stato pubblicato il nuovo calendario dei ritiri stilato appositamente per le contrade e le case sparse da Sima Ecologica ed Ecoalba. Il servizio, che prevede un ritiro al mese dell’indifferenziato (bidone nero) e un ritiro al mese del multimateriale (bidone rosso), ha fatto storcere il naso a più di una famiglia. In tanti hanno iniziato a disfarsi del pattume nei modi meno corretti: scaricandolo nelle zone di campagna meno visibili o, addirittura, portandolo nei paesi limitrofi. Soprattutto chi non ha aderito al compostaggio domestico è in difficoltà anche nel disfarsi dell’umido.
«Non tutti nelle case sparse hanno fatto richiesta del compostaggio», ha detto il consigliere di maggioranza Remo Evangelista, «e non sanno come devono comportarsi. È un mese che nella nostra contrada non viene ritirato l’umido. Come Unione Moderata oggi avremo un confronto con il sindaco per capire come intende risolvere questa emergenza».
Toccherà ora alla maggioranza del governo cittadino, in primis al sindaco D’Alfonso e all’assessore all’Igiene urbana Margherita D’Agostino, trovare la quadra per far sì che l'avvio della differenziata nella città del mattone da cosa estremamente positiva non si trasformi in un boomerang pericoloso.
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