Inchiesta sul Conservatorio per una multa da 30 euro

12 Gennaio 2019

Esposto in procura dopo il rimborso dei soldi di una contravvenzione Nel mirino, il direttore Patriarca e la responsabile amministrativa Sirano 

PESCARA. Il rimborso di una multa per divieto di sosta da 30 euro potrebbe mettere nei guai il direttore del Conservatorio Luisa d'Annunzio di Pescara, il maestro Alfonso Patriarca, e il direttore amministrativo della stessa scuola, Mariarosaria Sirano.
Il tutto parte da una denuncia presentata da un decano del Conservatorio, il maestro Silvio Feliciani. Nel suo esposto presentato alla procura di Pescara, non c'è soltanto una questione di principio, ma anche «un abuso vergognoso che merita di essere censurato pubblicamente, ancor di più perché commesso da un funzionario che gestisce somme cospicue», come sostiene lo stesso denunciante. Di questa vicenda, relativa a una presunta indebita restituzione di somme, a detta dello stesso maestro Feliciani, oltre alla procura, che a suo dire avrebbe già ascoltato alcune persone informate sui fatti, si sono occupati anche i revisori dei conti del Conservatorio. I controllori contabili hanno infatti già detto la loro sulla questione, attraverso un provvedimento formale, censurando il comportamento del direttore amministrativo che si fece appunto restituire, dalle casse del Conservatorio, i soldi per una multa per divieto di sosta di 30,20 euro. Sottolineando il rifiuto che era stato opposto al pagamento della somma da parte del direttore di ragioneria che aveva scritto: «Ritenendo che le spese riferite al pagamento del verbale per infrazioni al codice della strada appaiono non in linea con i canoni di legittimità, visto che la sanzione amministrativa di violazione del codice della strada grava sull'autore dell'illecito, non procederà ad alcun rimborso». Ma la disposizione al pagamento se lo sarebbe dato la stessa direttrice amministrativa, dopo aver ricevuto il placet del direttore del Conservatorio, il professor Alfonso Patriarca. E sul punto i revisori dei conti sono entrati nel merito. «A parere dei revisori», scrivono, «il rimborso da parte dell'istituzione della somma pagata a titolo di sanzione amministrativa per la violazione di norme del codice della strada non può essere considerato legittimo. Il fatto che Sirano si fosse recata in tribunale per incarico e in rappresentanza del Conservatorio non potrebbe legittimare il pagamento da parte del Conservatorio. Il richiamo da parte del direttore all'articolo 196 del codice della strada e alla normativa in materia di sanzioni amministrative e tributarie, e precisamente al cosiddetto principio di solidarietà, pur se umanamente condivisibile, non giustifica la legittimità del pagamento da parte del Conservatorio. Non c'è alcuna solidarietà tra l'autore del fatto che tramite il veicolo in suo possesso vìola norme imperative e il Conservatorio che non è proprietario dell'auto, non ha autorizzato l'utilizzo del mezzo proprio al dipendente per recarsi in tribunale né, se anche l'avesse fatto, avrebbe potuto autorizzare la violazione di norme che comunque sarebbero rimaste a carico del trasgressore». E quindi i revisori concludono affinché la funzionaria restituisca al bilancio del Conservatorio i 30,20 euro. Non solo, ma con lo stesso provvedimento, invitano lo stesso direttore del Conservatorio a comunicare la decisione al professor Feliciani, autore della segnalazione che ha dato il via alla presa di posizione degli stessi revisori dei conti.