Inchiesta sulla nuova sede ma la Regione tira dritto

26 Luglio 2015

Vertice sul progetto del maxi-complesso sulla Tiburtina al centro di un’indagine I tecnici rassicurano D’Alfonso, ma l’impresa costruttrice invita l’ente a far presto

PESCARA. Una riunione di due ore, ieri mattina, è servita a sollevare ogni dubbio sul maxi progetto della City, il complesso edilizio con la nuova sede della Regione che verrà realizzato nell’area dell’ex fornace Tinaro, sulla Tiburtina. Quel progetto, secondo i tecnici regionali e comunali, rispetterebbe le norme del Piano di rischio aeroportuale. La riunione era stata convocata dal presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso per esaminare tutti gli aspetti della collocazione urbanistica dell’opera. Collocazione contestata dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari in un esposto, che ha fatto partire un’inchiesta della magistratura. Proprio questa inchiesta ha bloccato l’iter. E qualche giorno fa Iniziative immobiliari abruzzesi, la società che dovrà realizzare l’opera, di cui è azionista di maggioranza il costruttore Marco Sciarra, ha scritto una lettera al presidente della Regione per sollecitare la sottoscrizione del contratto di locazione con opzione di acquisto, segnalando di aver assunto impegni con alcuni fornitori «per addivenire», si legge, «al completamento degli edifici entro 18 mesi».

Così, ieri mattina D’Alfonso ha chiamato nei suoi uffici di viale Bovio dirigenti e avvocati della Regione e del Comune per avere un loro parere sulla legittimità delle procedure adottate. Alla riunione hanno partecipato anche l’assessore regionale al bilancio Silvio Paolucci, il consigliere regionale Maurizio Di Nicola, il sindaco Marco Alessandrini, il vice sindaco Enzo Del Vecchio. I tecnici del Comune hanno fornito risposte anche ai dubbi sollevati da Paolucci in merito al rispetto dei vincoli imposti dal Piano di rischio aeroportuale.

I dirigenti hanno spiegato, in proposito, che il complesso da realizzare non rientra nei vincoli in quanto le norme fanno salvo l’esistente. Infatti, il permesso a costruire è stato rilasciato successivamente al varo del Piano di rischio.

«Il realizzando immobile risulta a tutti gli effetti in regola», hanno fatto presente i dirigenti del Comune, «a seguito di regolare variazione di destinazione d’uso dell’area, da parcheggi di scambio a uffici e di regolare permesso a costruire rilasciato dal Comune, dopo aver ottenuto la dichiarazione da parte del proponente della non modifica del carico antropico (ossia l’intensità d’uso dell’immobile, ndr) per la realizzazione di uffici pubblici». In realtà, il titolo edilizio rilasciato nel 2011 prevedeva uffici privati, ma, come hanno fatto notare i tecnici, con la legge Sblocca Italia non si fa più distinzione tra uffici pubblici e privati, in quanto vengono inseriti tutti nell’ambito della destinazione d’uso direzionale. La riunione si è quindi conclusa con la richiesta al Comune di un documento riepilogativo della procedura espletata. Ossia, un documento che precisi il dettaglio della destinazione urbanistica e la compatibilità tra «il perimetro di rischio aeroportuale e la zonizzazione degli obiettivi sensibili».

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