Incontro sull’Olocausto con lo storico Patricelli

28 Gennaio 2016

PESCARA. «La Shoah è stata semplicemente il frutto della “cultura del male”, il voler sterminare un'intera società, intere generazioni, per pura follia. Ecco perché è importante far conoscere ai...

PESCARA. «La Shoah è stata semplicemente il frutto della “cultura del male”, il voler sterminare un'intera società, intere generazioni, per pura follia. Ecco perché è importante far conoscere ai giovani il senso del bene, da perseguire sempre e a ogni costo, con la volontà e l'azione, con il pensiero e con atti concreti, affinché una simile tragedia non si ripeta mai più, e non solo nel nostro Paese, ma ovunque nel mondo».

Lo ha detto la dirigente scolastica dell'Alberghiero De Cecco, Alessandra Di Pietro, rivolgendosi agli studenti nel giorno della celebrazione della “Giornata della memoria”, svoltasi alla presenza del giornalista e storico Marco Patricelli e degli studenti delle classi quinte, coordinati dalle docenti Caterina Pozzi, Doriana Ceccomancini e Rosa De Fabritiis.

Ad affrontare l'aspetto storico e letterario della giornata è stato Patricelli che, dinanzi a una platea silenziosa, ha ripercorso le ragioni economiche, culturali e sociali dell'antisemitismo, illustrando ai ragazzi la vera storia dei Protocolli di Sion, quindi le leggi razziali in Italia e in Europa. «I nostri studenti», ha detto Di Pietro, «hanno tempestato di domande lo storico Patricelli, una presenza autorevole che abbiamo voluto con noi in virtù della sua esperienza e delle sue ricerche in ambito internazionale sul tema della Seconda Guerra Mondiale, ricerche che spesso gli hanno permesso anche di ribaltare verità che apparivano consolidate. Patricelli ci ha aiutato a dare un taglio concreto e immediato al racconto di quegli eventi, per farne capire anche l'attualità a nostri giovani, che si trovano a vivere in una realtà diversa, ma che pure presenta spesso delle pericolose affinità da riconoscere e contrastare».