Increduli gli amici della vittima: Marco? Una persona buona

11 Settembre 2015

Il presidente della Protezione civile: era meticoloso nel lavoro I cani erano la sua grande passione, passava ore a coccolarli

TAGLIACOZZO. «Ma è vero quello che è successo? È morto Marco? Dove sta quel bastardo che l’ha ucciso? Andiamo a prenderlo noi». Davanti alla caserma dei carabinieri è forte la rabbia degli amici di Marco Callegari. Si guardano attorno increduli, abbassano la testa ogni volta che arriva uno di loro, uno del gruppo, e chiedono perché è accaduto tutto questo. Nei loro occhi lucidi c’è rabbia.

Fra i primi ad arrivare davanti alla caserma c’è il sindaco di Tagliacozzo, Maurizio Di Marco Testa, scosso per l’accaduto. Entra, parla con i carabinieri, si accerta delle condizioni di Marco Catalano.

«Sono provato fortemente per quello che è successo», commenta il primo cittadino, «sono incredulo per la morte di quel giovane che aveva scelto Tagliacozzo per vivere e non per morire. Purtroppo delle mele marce hanno sconvolto la tranquillità di Tagliacozzo in una giornata di fine estate».

L’andirivieni davanti alla caserma non si ferma. Qualcuno chiede se Catalano è dentro, altri cercano di informarsi su una dinamica di cui pochi ancora sanno.

«Marco Callegari è arrivato a Tagliacozzo diversi anni fa», racconta Fabrizio Guerra, dell’associazione Clan, «ma si era integrato subito in mezzo a noi. Era facile, la sera, incontrarlo in piazza con gli amici. Era un tipo solitario per quanto riguarda la vita privata, ma poi quando stava in compagnia diventava un simpaticone. Quest’anno ha lavorato con noi alla Festa della birra e proprio questa sera (ieri per chi legge, ndc) ci eravamo dati appuntamento per parlare di un altro progetto nel quale volevo coinvolgerlo».

Nella Marsica Callegari non solo aveva trovato il lavoro, ma anche parecchi amici che spesso trascorrevano con lui delle serate all’insegna della spensieratezza. Viveva alla Piccola Svizzera, non lontano dal luogo del delitto. «Era una persona buona», precisa l’assessore comunale Antonio Amicucci, «un amico con il quale molti di noi si trovavano bene».

La notizia della sua scomparsa ha fatto in poche ore il giro della Marsica ed è arrivata anche ad Avezzano, dove spesso Marco Callegari lavorava nei locali notturni, come componente dello staff per la sicurezza.

«Marco era una persona sempre disponibile, lo potevi chiamare a qualsiasi ora e si faceva in quattro se poteva aiutarti in qualche modo», afferma Christian Rossi, collega di lavoro di Callegari e presidente della Protezione civile di Tagliacozzo, «era molto attento nel suo lavoro di addetto alla sicurezza, super meticoloso e vigile su ogni minimo movimento. Sapeva veramente fare il suo lavoro bene e professionalmente. Era il top. Aveva una passione per i cani indescrivibile e quando ci veniva a salutare in Protezione civile stava un’ora a fare le feste al nostro cane. Tutti noi colleghi siamo sconvolti».

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