Indennizzi a politici e dipendenti assolti
Un articolo di poche righe del Testo unico sugli enti locali, modificato dalla legge 125 del 4 agosto 2015, consente a politici e dipendenti degli enti pubblici di poter ottenere i risarcimenti delle...
Un articolo di poche righe del Testo unico sugli enti locali, modificato dalla legge 125 del 4 agosto 2015, consente a politici e dipendenti degli enti pubblici di poter ottenere i risarcimenti delle spese legali. Ma a determinate condizioni. Ecco che cosa dice l’articolo in questione: «Il rimborso delle spese legali per gli amministratori locali è ammissibile...nel caso di conclusione del procedimento con sentenza di assoluzione, o di emanazione di un provvedimento di archiviazione, in presenza dei seguenti requisiti». Segue l’elenco delle condizioni. «Assenza di conflitto di interessi con l’ente amministrato», si legge, «presenza di nesso causale tra funzioni esercitate e fatti giuridicamente rilevanti; assenza di dolo o colpa grave». Questo articolo è stato già applicato per il caso dell’ex consigliere comunale dell’Udc Vincenzo Dogali, il primo politico che ha presentato richiesta di risarcimento per le spese legali sostenute per l’assistenza in giudizio. Anche Dogali era accusato di corruzione, ma è stato assolto con formula piena «perché il fatto non sussiste». In base a questo articolo di legge, tutti i politici e gli amministratori possono richiedere il risarcimento delle spese legali al Comune di Pescara. L’amministrazione comunale è già in allarme. Dopo la richiesta di Dogali è arrivata quella del dirigente Guido Dezio. Ma ci sono altre decine di politici e amministratori, coinvolti in vecchie inchieste e poi assolti.

