Indennizzi in base al fatturato «Ecco come cambiare i ristori»

PESCARA. C'è una questione tutt'altro che irrilevante per il sistema creditizio, secondo la Cna. «Il credito è stato garantito fondamentalmente attraverso il Fondo centrale di garanzia. Ma...
PESCARA. C'è una questione tutt'altro che irrilevante per il sistema creditizio, secondo la Cna. «Il credito è stato garantito fondamentalmente attraverso il Fondo centrale di garanzia. Ma considerato che siamo in una condizione di “economia di guerra”, le banche avrebbero dovuto selezionare le istanze con criteri meno restrittivi, essendoci una garanzia che arrivava dallo Stato».
In provincia di Pescara l'importo finanziato attraverso il Fondo di garanzia è stato pari a 532 milioni 890mila euro, cioè 55mila euro di importo medio finanziato (in totale le operazioni arrivate sono state 9.675, di cui 7.202 relative a operazioni fino a 30mila euro per le quali l'importo medio è stato di 18mila euro e poco più). La Cna si è fatta un'idea, in questi mesi, su come si dovrebbe correggere il tiro per aiutare le imprese a gestire la fase della pandemia, caratterizzata da una grande «incertezza», e quella successiva. I fatti hanno dimostrato che alcuni strumenti andrebbero modificati e altri attivati e Carmine Salce, direttore provinciale, ipotizza su quali aspetti si dovrebbe intervenire, indicando le principali richieste della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa. «Va cambiata l'impostazione sui ristori che ora è basata sui codici Ateco (sono 135, più quelli degli agenti di commercio). Il dato da prendere in considerazione per gli indennizzi, cioè, deve essere il calo di fatturato, facilmente riscontrabile. E i ristori devono essere erogati, peraltro in maniera veloce, fino a quando il mercato non tornerà in condizioni di normalità». Un'altra richiesta è indirizzata alla Regione Abruzzo, che viene sollecitata dalla Cna a «mettere a disposizione delle risorse per tutta quella parte non coperta dal Decreto Liquidità, utilizzando i Confidi. Ma fino ad ora non è stato fatto. Si parla di un nuovo bando per il microcredito, dopo aver sottratto ai fondi disponibili 8 milioni di euro, tra cui quelli destinati al Napoli: ma se il plafond fosse quello di cui si parla, cioè pochi milioni di euro, consentirebbe di finanziare solo un numero limitato imprese». E sempre la Regione «dovrebbe accelerare l'erogazione degli aiuti che sono stati già stanziati, è vero, ma non ancora arrivano ai destinatari». (f.bu.)
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