Infermiera dell’ospedale muore a 47 anni

Ramona Tarantelli stroncata da una malattia: lascia una figlia di 12 anni. Per il reparto di Chirurgia è il secondo caso in pochi mesi
PENNE. Non ce l’ha fatta Ramona Tarantelli. L’infermiera 47enne del reparto di chirurgia dell’ospedale San Massimo di Penne è morta mercoledì mattina consumata da una grave malattia. Ieri pomeriggio, alle 15, si sono celebrati i funerali nella chiesa della Beata Vergine Maria a San Pellegrino.
Da qualche anno Ramona lavorava nel reparto di Chirurgia di Penne, lo stesso reparto che quest’estate ha pianto la morte, a causa di un incidente in moto, di Angelo Petrucci. Un altro dolore, adesso, accentuato dal momento di isolamento che ha impedito ad amici e parenti di poterle portare il loro ultimo saluto. Una donna energica, sempre con una gran voglia di vivere. Grande appassionata di Vasco Rossi, Ramona Tarantelli lascia anche la figlia di 12 anni. «Abbiamo fatto la scuola per infermieri dal 1993 al 1996 a Penne», ricorda l’amica e collega Roberta Pomponio. «Abbiamo trascorso gran parte della vita insieme, tra gioie e lacrime. Siamo andate insieme anche per il concorso a Torino, dove lei poi vinse lavorando lì per diverso tempo. Da alcuni anni era tornata a lavorare nella chirurgia del San Massimo. Ci siamo incontrate prima del lockdown e ci siamo promesse una pizza insieme per il mio compleanno a marzo, ma a causa del maledetto Covid19 non è stato possibile. Oggi l'ho salutata per il suo ultimo viaggio e questa volta il destino ci ha separate per sempre», racconta ancora Roberta Pomponio. «Ramona lascia un ricordo indelebile nel cuore dei suoi colleghi e nella memoria dei pazienti che ha assistito», ricordano Anna di Costanzo, coordinatrice del reparto di Chirurgia e Antonio Baldacchini responsabile del personale infermieristico. «È stata un'infermiera che si è dedicata con amore e professionalità al suo lavoro e che si sentiva fortemente legata al nostro ospedale. La nostra Ramona», continuano Di Costanzo e Baldacchini, «è stata una persona generosa, allegra e piena di vitalità. Lascia un enorme vuoto nel reparto di Chirurgia dell'ospedale vestino. La ricorderemo sempre con infinito affetto», concludono Di Costanzo e Baldacchini.
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