Infermiera in pensione dà 10mila euro ai colleghi

PESCARA. La lotta per la sopravvivenza consumata giorno dopo giorno e le immagini dei malati di covid sulle barelle, spinti dagli operatori sanitari con le tute protettive, accuditi per mesi dagli...
PESCARA. La lotta per la sopravvivenza consumata giorno dopo giorno e le immagini dei malati di covid sulle barelle, spinti dagli operatori sanitari con le tute protettive, accuditi per mesi dagli infermieri nelle terapie intensive, spesso senza adeguati dispositivi di protezione, hanno toccato il cuore di un’ex professionista pescarese. Eneide Lanciaprima, che ha lavorato dal 1965 all’ospedale civile come infermiera professionale, ha aperto il suo cuore alla beneficenza e ha voluto donare 10mila euro al fondo #NoiConGliInfermieri, lanciato e finanziato dalla Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) per sostenere i professionisti colpiti dalla pandemia.
«So bene quanto amore e quanta passione ci mettano gli infermieri nel loro lavoro», racconta Eneide Lanciaprima, 76 anni, «e so altrettanto bene quanto sia duro questo mestiere. Posso solo immaginare che cosa possa essere successo in questi mesi terribili nelle terapie intensive. È stato come andare in guerra, con tutti i malati che arrivavano in barella uno dopo l’altro negli ospedali e gli infermieri ad assisterli, come sempre i primi a entrare in contatto con i pazienti, prima dell’arrivo dei medici e degli altri specialisti». «È stato un colpo troppo forte», aggiunge, «vedere tutti quegli infermieri che durante l’emergenza si sono ammalati o, peggio, che hanno perso la vita per curare altre persone. Le immagini mi hanno toccato il cuore e ho deciso che, nel mio piccolo, avrei dovuto contribuire per donare qualcosa a questi professionisti della sanità. Il nostro è un lavoro durissimo, una vocazione che senti dentro, ma la cosa che più mi rammarica è che non è valorizzata a livello nazionale. Ci voleva una pandemia per far emergere quanto il nostro lavoro sia fondamentale per il sistema sanitario».
«Il cuore di Pescara è grande», commenta la Fnopi, ricordando che finora sono stati raccolti 3 milioni di euro attraverso la piattaforma www.noicongliinfermieri.org e che, dopo le dovute verifiche di congruità delle domande, i fondi sono già a disposizione di molti infermieri colpiti dal virus e ora in riabilitazione, di quelli in quarantena lontano da casa e delle famiglie dei deceduti. Anche il Comune di Pescara, in segno di riconoscenza nei confronti degli operatori sanitari dell’ospedale civile, intitolerà a Florence Nightingale, fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna, la rotatoria tra via Rigopiano, via Caduti di Nassirya e via Paolucci. «È stato un momento difficile», aggiunge Irene Rosini, presidente provinciale dell’Ordine delle professioni infermieristiche, «fatto di sacrifici, fatica, dolore, paura, ma anche di emozioni forti nel vedere concretizzati gli sforzi fatti con la guarigione dei pazienti. Ringrazio di cuore tutti i colleghi che si sono adoperati nell’emergenza covid al di sopra di ogni spirito di appartenenza e sacrificio. Ho la responsabilità di battermi per la valorizzazione di queste professionalità e per il riconoscimento delle competenze specialistiche e la loro applicazione nei sistemi sanitari. Le nostre competenze, che da sempre appartengono alla professione, ma che in questa pandemia hanno avuto occasione di essere percepite meglio da tutti, non possono che migliorare la qualità assistenziale». (y.g.)

