Infermiera positiva: un caso a Roccamorice

12 Marzo 2020

ROCCAMORICE. Primo caso di contagio da coronavirus a Roccamorice. Lo annuncia, con tutta evidenza, il sindaco Alessandro D’Ascanio per richiamare i cittadini a una maggiore e più rigorosa attenzione,...

ROCCAMORICE. Primo caso di contagio da coronavirus a Roccamorice. Lo annuncia, con tutta evidenza, il sindaco Alessandro D’Ascanio per richiamare i cittadini a una maggiore e più rigorosa attenzione, visto che la contaminazione, già presente in Val Pescara, con il caso verificatosi a Manoppello nei giorni scorsi, si sta allargando.
Si tratta di una giovane infermiera che presta servizio all'ospedale di Penne dove il Covid-19 ha fatto, da qualche giorno, la sua comparsa attaccando il medico nonché sindaco della città Mario Semproni.
«È stato necessario», spiega il primo cittadino in un comunicato alla popolazione, «fare questa comunicazione per ragioni di trasparenza e necessità di prevenzione. Ritengo doveroso che questa notizia di primo caso di contagio in paese sia conosciuta da tutti, in modo che ancora più rigoroso sia da parte dei concittadini mettere in atto misure di protezione».
Pacato e coscienzioso l’intervento del primo cittadino che aggiunge: «Con il nostro medico, il dottor Antonio Carmine Del Pizzo, è stata attivata la procedura e il soggetto interessato, con i familiari, sono stato posti in isolamento. Ad ogni buon conto, comunque, è necessario mantenere la calma, rispettiamo le norme di condotta individuale, senza ingenerare panico ulteriore e alimentare un sovraccarico di comunicazione ridondante».
Anche perché la giovane infermiera, «a detta dei familiari, avrebbe un relativo tasso di frequentazione del paese», fa notare ancora D'Ascanio, «anche se questa circostanza potrebbe non significare nulla, stante il rapporto con i familiari, o eventuali contatti con altri soggetti».
Il sindaco avverte, altresì, che ha dovuto rompere il protocollo della segretezza, rendendo noto il nome del soggetto contaminato, «poiché, in tali circostanze, sul diritto alla riservatezza, prevale il diritto collettivo alla salute».
Nel piccolo centro alle falde della Majella (che attualmente conta circa mille abitanti), ora è divenuta più stringente l’attenzione dei residenti alla osservazione delle norme comportamentali di prevenzione, emanate dal Governo e dalle autorità sanitarie, scattate drasticamente anche in molti altri centri della media e alta Val Pescara, dove in tanti, rientrati nei giorni scorsi da località del nord Italia, si sono posti volontariamente in quarantena.
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