«Infermieri-capisala, la Regione indaghi»

Interpellanza a D’Alfonso di Pettinari (M5S): operazioni illegittime, la Asl potrebbe aver subìto danni
PESCARA. «Visto che D’Alfonso si sta interessando, attraverso dei blitz, seppur annunciati, nelle aziende ospedaliere, e comunque ha intrapreso una serie di iniziative, seppur a mio parere deboli e non credibili, volte alla trasparenza amministrativa, adesso proceda per l’individuazione dei responsabili di quelle illegittime operazioni che nella Asl di Pescara potrebbero aver esposto l’ente ad un danno economico. Altrimenti porterò le carte in Procura e alla Corte dei Conti». È l’interpellanza che intende presentare il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Domenico Pettinari, al governatore Luciano D'Alfonso. La questione riguarda la nomina di 30 infermieri della Asl di Pescara alla mansione di coordinatori facenti funzione, ossia capisala, nel corso degli ultimi 12 anni, da parte di alcuni dirigenti medici, i primari. Il punto è che, essendo stati incaricati «solo per lettera e senza concorso», ha precisato l’esponente pentastellato, «come invece sarebbe dovuto essere», le nomine sarebbero illegittime. Ma non è tutto. Tale procedura, ha spiegato Pettinari, avrebbe comportato sì, che i nuovi capisala assumessero il nuovo incarico, ma nel contempo che lo stipendio rimanesse identico a quello, più basso, che percepivano prima. Di qui una messe di ricorsi dei lavoratori al giudice del lavoro, che ha cominciato a dar loro ragione, aumentando loro lo stipendio, con in più il versamento degli arretrati.
«Al momento», dice Pettinari, «si sono verificati già 15 casi nei quali il giudice ha accolto i ricorsi presentati, assegnando ai capisala un arretrato che, in media, è stato calcolato, ammonta a 15mila euro. In più, proprio nei giorni scorsi altri 6 si sono visti dar ragione dal tribunale. Il totale dunque è a 21».
Insomma, per Pettinari tutti soldi, questi, che, seppur dovuti alla luce del nuovo incarico, rappresenterebbero però un danno provocato dall’azienda, vista la modalità seguita per le nomine. Un livello superiore che ha visto assegnare dal giudice 139 euro in più al mese in busta paga, per un totale di spesa per l'ente, al momento, calcolando il totale degli arretrati da versare o già versati, come ha calcolato il consigliere comunale M5S Massimiliano Di Pillo, pure presente alla conferenza stampa, pari «a circa 315 mila euro». A dire il vero, una serie di nomine, queste dei 30 capisala, già esecrate, per la modalità, anche dal direttore sanitario della Asl, Claudio D’Amario, come si legge in una lettera dell’11 ottobre 2013, inviata da D’Amario al responsabile prevenzione della corruzione e trasparenza della Asl, Federico De Nicola. D’Amario, nella missiva, parla di «modalità improprie e difformi», ribadendo la propria «posizione di piena condanna» dell’operato. Ma Pettinari ieri ha messo in luce anche un altro aspetto della vicenda. «Siccome si è trattato di una serie di nomine illegittime», ha sottolineato il consigliere regionale, «ora per sanare tutte le posizioni la Asl ha bandito un concorso per queste posizioni, però a posti zero. In altre parole, si vuole regolarizzare una posizione che però regolare non è». Ma nel mirino di Pettinari non sono finiti i lavoratori che hanno ottenuto il riconoscimento dal giudice. «Un risarcimento», ha chiarito, «dovrebbe essere chiesto ai responsabili che hanno effettuato le nomine. Aspetterò 30 giorni dalla presentazione dell’interpellanza e se non dovessi ottenere risposta, mi rivolgerò alla Procura e alla Corte dei Conti».
Vito de Luca
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