Infermieri di famiglia e cinque ospedali nuovi

22 Gennaio 2023

Ecco gli obiettivi della Regione per migliorare i livelli di assistenza

PESCARA. Più posti letto e più ospedali. Case di comunità e infermieri di famiglia. Centri trapianti e screening contro i tumori. Non è il libro dei sogni ma il Programma Operativo 2022-2024 che la Regione ha inviato ai ministeri delle Salute e Mef: 240 pagine con cui la giunta Marsilio traccia la mappa della Sanità abruzzese da centrare entro le prossime elezioni regionali.
PIÙ POSTI LETTO.
L’offerta attuale della regione Abruzzo si articola in 23 strutture ospedaliere per acuti, di cui 16 pubbliche e 7 private accreditate.
La programmazione regionale prevede, tenendo conto dei criteri di efficienza e di complementarietà di discipline in relazione ai bacini di utenza, la seguente classificazione dei presidio ospedalieri: otto di I livello (L'Aquila, Avezzano, Sulmona, Chieti, Lanciano, Vasto, Pescara, Teramo); sei presidi di base (Ortona, Popoli, Penne, Atri, Giulianova e Sant’Omero); e due ospedali in zone particolarmente disagiate, sede di pronto soccorso (Castel di Sangro e Atessa).
Questo è il quadro definitivo che sgombera il campo da ogni dubbio sulla nascita a Pescara e L’Aquila di due super ospedali classificati come Dea di II livello.
«La Regione, nel rispetto del tetto massimo consentito, incrementa la dotazione di posti letto, pubblici e privati, a 4.892 totali di cui 3.995 per acuti e 897 per le post-acuzie». Così si legge nell’atto. Un rapido calcolo permette di scrivere che l’attuale dotazione totale di posti letto (4.623) crescerà del 5,8%. Nel dettaglio: i 3.808 posti per acuti aumenteranno del 4,9% mentre gli 815 per post-acuti di ben il 10%.
ECCO I NUOVI OSPEDALI.
«Attuare gli interventi di riqualificazione degli ospedali previsti nell’Accordo di programma». È l’obiettivo più ambizioso. La Regione intende procedere alla realizzazione degli interventi previsti nel nuovo Accordo di programma con il ministero della Salute (del 14 febbraio 2022), che prevede la realizzazione di tre nuovi ospedali (Avezzano, Lanciano, Vasto) e di una centrale 118 con hangar ed eliporto al San Salvatore dell’Aquila. Realizzazioni che possono essere avviate dopo il sì da parte del Nucleo di Valutazione che c’è stato a dicembre scorso. Il costo dell’operazione è di 388.146.421 euro.
«Al contempo», si legge sul Piano Operativo, «la Regione intende portare avanti la programmazione di due nuovi ospedali a Teramo e Penne».
L’ASSISTENZA TERRITORIALE.
La popolazione abruzzese ha registrato un decremento pari all’1,57% in un solo anno (circa 20.514 persone).
La situazione demografica nel 2022 è di 1.273.660 abitanti. Calcolando l’indice di invecchiamento della popolazione (come rapporto tra popolazione di 65 anni e più e popolazione di età 0-14 anni) si osserva che l’Abruzzo ha registrato valori superiori rispetto la media italiana. E l’invecchiamento è da sempre associato ad un maggior consumo di risorse dal punto di vista sanitario.
«Con il nuovo piano territoriale, la programmazione regionale si propone di realizzare strutture per la medicina di prossimità per potenziare la prevenzione e la promozione dei corretti stili di vita, l’assistenza e la riabilitazione delle categorie più fragili». Per mettere in atto tale azione la Regione prevede di integrare la rete di assistenza territoriale con:
1) 72 Case della Comunità, 40 delle quali finanziate dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e 32 con risorse regionali, all’interno delle quali saranno attivate equipe multidisciplinari composte da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialisti e infermieri di famiglia.
2) Centrali operative territoriali (Cot), per seguire i pazienti dopo le dimissioni o indirizzarli verso i luoghi di cura giusti.
3) Ospedali di Comunità per interventi sanitari a media/bassa intensità clinica e degenze di breve durata.
Attualmente si trovano a Pescina, Tagliacozzo, Casoli, Gissi e Guardiagrele: avranno 200 posti letto totali.
4) L’inserimento della figura dell’infermiere di famiglia e di comunità. Attualmente in Abruzzo il 5,28% della popolazione sopra i 65 anni è assistito a domicilio, un dato in linea con la media nazionale. La previsione è di prendere in carico ulteriori 17.296 persone con più di 65 anni.
PANDEMIA.
Le malattie infettive rappresentano l’emergenza drammatica e contingente per la salute degli abruzzesi: la pandemia da Covid 19 dimostra senza alcun dubbio che occorre essere preparati anche rispetto all’imprevedibile.
In linea generale, la rete infettivologica ha una collocazione trasversale perché si occupa di patologie che possono colpire qualsiasi organo e sistema. Di conseguenza interagisce con le diverse discipline mediche e chirurgiche attraverso l’adozione di protocolli condivisi.
«L’obiettivo strategico», scrive la Regione, «è quello di rafforzare e strutturare all’interno delle logiche di rete e di sistema l’organizzazione e lo sviluppo dei nodi della rete infettivologica».
Sul fronte della prevenzione, inoltre, la Regione vuole istituire un tavolo di monitoraggio sull’andamento delle coperture vaccinali con la produzione delle relazioni semestrali, coinvolgendo i manager della quattro aziende sanitarie. Parliamo di tutti i vaccini, come quelli contro difterite, tetano, polio, epatite b, pertosse, meningo e pneumococco o varicella.
INCREMENTO DEI TRAPIANTI.
«È obiettivo fondamentale dell’Abruzzo mettere in atto tutte le iniziative utili a favorire e promuovere la corretta governance del sistema presso la rete trapiantologica abruzzese ed i servizi sanitari coinvolti a supporto (anatomie patologiche, laboratori di I e di II livello, ecc), al fine di dare piena attuazione al programma nazionale di donazione di organi».
Sotto questo aspetto, la Regione prevede di condividere con il Centro regionale trapianti un documento tecnico che fissi obiettivi e indicatori di monitoraggio per: l’incremento delle donazioni; la maggiore capacità di identificare i soggetti in morte encefalica e quindi potenziali donatori di organi; la formazione e l’informazione destinate agli operatori coinvolti nel percorso di donazione e trapianto di organi e tessuti, ai coordinatori aziendali e ospedalieri, ai volontari delle associazioni del settore.
E ancora: attività di sensibilizzazione e informazione della popolazione, anche in collaborazione con le associazioni di volontariato del settore; attività di formazione per i dipendenti delle anagrafi comunali per la raccolta delle dichiarazioni di volontà dei cittadini in merito alla donazione; la stesura di protocolli aziendali per il fine vita; la valorizzazione della figura infermieristica di supporto al medico coordinatore; e infine, sotto l’aspetto economico, sistemi di incentivazione destinati al personale disponibile ad essere impegnato nei coordinamenti aziendali e locali come parte attiva della rete trapiantologica abruzzese.
LA LOTTA AI TUMORI.
Tra le altre e numerose voci scritte nel documento inviato a Roma, che comprende per esempio il piano per le nuove assunzioni o stabilizzazioni del personale, un tema da sempre nel mirino di sindacati e partiti di opposizione, scegliamo di spiegare i nuovi programmi di screening oncologici, azioni di prevenzione primaria/secondaria su cui la Regione intende puntare per la diagnosi precoce delle patologie tumorali.
Per quanto concerne lo screening mammografico, a livello europeo esiste un accordo sull’efficacia dell’estensione anche nelle fasce di età che attualmente vanno dai 50 ai 69 anni, con un intervallo annuale o biennale. Negli ultimi due Piani nazionali della Prevenzione le Regioni sono state quindi invitate ad ampliare le fasce di età dello screening mammografico e colon retto. La Regione Abruzzo, tenuto conto anche del fatto che l’estensione all’invito delle nuove fasce di età sarà un indicatore oggetto di valutazione dei Lea (Livelli essenziali di essenziali di assistenza), «intende proporre l’estensione dello screening del tumore al seno per chi ha dai 45 ai 74 anni». Una speranza che si riaccende per le donne d’Abruzzo.