Influenza e anziani, i medici: «La città ha bisogno dei vaccini»

3 Dicembre 2020

I pazienti minacciano esposti in procura. La Asl: 23mila dosi in arrivo entro fine settimana 

PESCARA. «C'è gente che rischia la vita, le persone sono esasperate: subito i vaccini» è l'allarme lanciato da Silvio Basile, presidente Smi (Sindacato dei medici italiani) Abruzzo, in seguito al fortissimo ritardo con cui le multinazionali dei farmaci stanno consegnando il prodotto alle aziende sanitarie.
Per non parlare delle farmacie, che non avendo ricevuto neppure una dose, ormai sono alla rassegnazione. I vertici della Asl di Pescara, preoccupati per la salute dei cittadini ma stretti nella morsa della burocrazia, rassicurano: «I vaccini dovrebbero arrivare entro la fine della settimana».
LA TERZA TRANCHE Entro pochi giorni, dunque. Il condizionale è d'obbligo, l'incertezza regna ancora sovrana. Due tranche da 34mila e 6mila dosi sono andate completamente esaurite, nel giro di pochi giorni tra gli inizi di ottobre e i primi di novembre. E questa settimana è attesa una partita di 23mila dosi (sulle 92mila ordinate dalla azienda sanitaria pescarese) che, c'è da giurarci, evaporerà in pochissimo tempo.
PAZIENTI FURIOSI Nel frattempo i pazienti, soprattutto quelli con patologie gravi e multiple, sempre più furenti perché temono l'arrivo della stagione più fredda e il peggioramento delle proprie condizioni di salute a causa dei malanni, si "scagliano" contro i medici di base e minacciano esposti in procura. Numerose sono le mail e le telefonate anche al Centro di malati che chiedono informazioni sull'arrivo dei vaccini.
IL VERTICE DI OGGI Intanto, oggi alle 12,30, i rappresentanti della medicina generale terranno un'audizione da remoto con l'assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì e Claudio D’Amario, direttore del dipartimento sanità della Regione Abruzzo, che stanno monitorando ora per ora la situazione, per arrivare a decisioni rapide.
«Ai vertici regionali», anticipa Basile, «chiederemo conto di chi sono le responsabilità di questa situazione che sta assumendo gli aspetti di una farsa. Qualcuno dovrà spiegarci perché sta accadendo tutto questo».
«Le persone sono esasperate», tuona il responsabile del sindacato dei medici in servizio nel distretto sanitario di Scafa, «vengono da noi, ci chiamano, ci chiedono notizie, ma non sappiamo che cosa rispondere. Speriamo davvero che i vaccini arrivino in settimana, perché altrimenti non faremmo in tempo a somministrare le dosi, che hanno bisogno almeno di due settimane per sviluppare gli anticorpi e garantire la copertura».
STOP VACCINAZIONI? Invece, la realtà è che, prosegue Basile, «siamo già in ritardo di un mese e col passare del tempo, con l'ondata influenzale natalizia che sta per arrivare mista al Covid, rischiamo di dover dire alle persone che non si devono più vaccinare». E' «vero che neppure le altre regioni se la passano meglio», ma la situazione sta diventando drammatica: «Sono molto, molto preoccupato», incalza il presidente Smi, «perché stiamo rischiando ciò che volevamo evitare», ossia la commistione tra Covid e stati influenzali. Basile la dice tutta: «C'è gente che rischia la vita, basta uno scompenso cardiaco per fare la differenza».
OGNI ANNO 15MILA MORTI Concentràti sui numeri dei contagi e sui decessi da coronavirus in questo periodo storico, dimentichiamo che «ogni anno in Italia 15mila persone muoiono a causa dell'influenza. Le persone fragili sono il problema da gestire, la gente ha paura e noi siamo il front office dove scaricare la rabbia».
E conclude, il responsabile del sindacato: «Se non riusciamo a vaccinare nei tempi, poi ci troveremo ad affrontare le eventuali complicazioni».
ATTENTATO ALLA SALUTE Tra i pazienti tira aria di esposti. A rivelarlo un medico di base che chiede di restare anonimo: «Qualcuno sta pensando di rivolgersi alla magistratura per procurato attentato alla salute collettiva, soprattutto dopo che è stata sollecitata la vaccinazione antinfluenzale come elemento discriminante per Covid 19».
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