Influenza, pronto soccorso pieno «Aumenteremo le vaccinazioni»

Basile (Medici di famiglia) lancia l’allarme: «Code all’ospedale a causa dell’incremento dei malati» La Asl ha acquistato 80mila sieri per far fronte alle richieste. Giovedì vertice per decidere come agire
PESCARA. Febbre a 38, tosse, raffreddore e quella sensazione di “ossa rotte”. L'influenza galoppa, il Pronto soccorso e i reparti di Medicina e Geriatria dell’ospedale di Pescara continuano a riempirsi mano mano che le temperature diventano più rigide e il virus dilaga. Per far fronte all'emergenza, la Asl di Pescara ha acquistato complessivamente 80mila vaccini.
«L'ondata di casi è in aumento, ci contattano almeno 20 persone al giorno, di tutte le età, anziani con patologie croniche ma anche bambini e adolescenti», rileva Silvio Basile, referente regionale Smi, Sindacato dei medici italiani, che giovedì prossimo, nel presidio ospedaliero pescarese, incontrerà, insieme ai colleghi della provincia, il direttore del Pronto soccorso, Tiziana Ferrara con i vertici Asl, per studiare il «piano d'azione» da adottare per snellire le file e ridurre i tempi di attesa nel dipartimento di Emergenza-urgenza che accoglie almeno 100 utenti al giorno e gli altri reparti, sempre affollati.
L'obiettivo sarà sfoltire gli ingressi e dirottare l'utenza negli studi medici o nei distretti territoriali. Graziella Soldato, direttore del servizio Igiene, epidemiologia e sanità pubblica della Asl, ha annunciato l'arrivo di altre 10mila dosi vaccinali, che vanno ad aggiungersi alla tranche precedente di 70mila, distribuite ai medici di base, agli hub vaccinali, alle farmacie, ai distretti sanitari e ai laboratori vaccinali. «L'influenza quest'anno è arrivata in netto anticipo», analizza Basile, «il picco dell'Australiana, infatti, era atteso tra Natale e gennaio, invece i reparti ospedalieri sono già pieni. I sintomi si annunciano con dolori fortissimi alle ossa, dolori muscolari, febbre anche fino a 39, tosse e raffreddore, da trattare con antipiretici e molto riposo. Si sono registrati anche casi di virus herpetici, da non sottovalutare».
Molti pazienti sono «in età scolare, dall'infanzia alle medie, ma anche over 60 e pazienti con patologie croniche, diabetici, cardiopatici, immunodepressi». I malati chiamano i medici di famiglia anche per capire da quale virus sono colpiti, Covid o influenza. Basile spiega come distinguere la differenza: «Per capirlo, bisogna fare un tampone antigenico, ma per una migliore diagnosi va fatto non prima delle 24 ore dalla comparsa dei sintomi, per dare modo al virus di sviluppare gli anticorpi». «Il Covid», precisa il medico, «produce un mal di gola più intenso, ma in generale lo stato di malessere è accompagnato, nella fase iniziale, da almeno tre giorni di febbre».
Le feste di Natale sono una occasione di incontro per famiglie e amici, che possono contribuire ad elevare il rischio di contagio. Il medico raccomanda «di fare entrambe le vaccinazioni, l’antinfluenzale e la quarta dose di anti-Covid e mantenere le mascherine nei luoghi più affollati». Con il suggerimento a una «maggiore cautela per chi è a contatto con persone fragili».

