Ingabbiato il galeone malconcio di Eriberto

Il titolare di Alcyone si è occupato della protezione. La figlia di Eriberto: al suo posto un busto di papà
PESC ARA. Il galeone di Eriberto è stato ingabbiato. Da ieri, Capitan Uncino è stretto in una morsa di transenne di plastica che lo ricoprono quasi completamente. Restano scoperti solo gli alberi con i tiranti ben piantati sul terreno. Anita Mastromattei, figlia di Eriberto, rivela che è stato Luca Cardano, titolare di Alcyone, che nei giorni scorsi si era impegnato a sostenere il progetto di ripristino della barca, a far posizionare le transenne, trasferite dal nuovo stabilimento inaugurato giovedì scorso. «Io ringrazio mille volte Luca Cardano per la protezione della barca e per la promessa mantenuta», dice Anita, «e lo ringrazio anche perché mi ha annunciato di volersi mettere a capo di una cordata di imprenditori, anche amici di mio padre, per raccogliere fondi destinati al salvataggio dello scafo. Proprio oggi (ieri) ho fatto un sopralluogo con un falegname al quale abbiamo chiesto una valutazione dei danni. E se partisse anche una eventuale colletta da parte dei pescaresi, ci farebbe tanto piacere e ci sarebbe di grande aiuto».
Qualora non fosse possibile la riqualificazione dell'imbarcazione, che Eriberto posizionò, alle 3 del mattino con l'aiuto di una gru, nella primavera del 1997 in memoria di Dino Merlonetti, marito di sua sorella Elisabetta, deceduto poco tempo prima, Anita Mastromattei rilancia l'appello: «Vorrei che al posto del galeone ci fosse un busto di mio padre che guarda il mare e mentre soffia la famosa conchiglia, che lui acquistò in Kenya e che oggi appartiene a me». La corsa per salvare la decadente barca di Eriberto è partita dopo una serie di segnalazioni dei cittadini arrivate all'amministrazione che ha deliberato la demolizione o la messa in sicurezza del galeone per la cui riqualificazione si sono mobilitati anche i social e i cittadini che hanno proposto una colletta. «Noi abbiamo dato tutto il nostro supporto alla famiglia Mastromattei», assicura il vice sindaco Enzo Del Vecchio, «abbiamo fatto il sopralluogo con l'Accademia delle Belle Arti nelle settimane scorse e ieri con i tecnici del Cantiere Navale di Pescara. Da entrambe le parti i giudizi non sono proprio rassicuranti, il legno dell'imbarcazione è marcio, difficile anche piantare un chiodo. La famiglia di Eriberto deciderà il da farsi, non è esclusa la ricostruzione totale della barca».
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