Ingressi scaglionati per i ragazzi I presidi: «Pronti per il 7 gennaio»

2 Gennaio 2021

I dirigenti scolastici delle superiori al lavoro sui protocolli per accogliere il 50% degli studenti in aula  Entrata e uscita in due orari diversi. In alcuni casi resta il nodo docenti: in tanti si dividono su più istituti

PESCARA. Riorganizzare gli orari della didattica, adeguandoli al piano della prefettura e tenendo conto dei docenti che in molti casi si suddividono tra più scuole. È una sfida ardua quella che stanno affrontando gli istituti superiori di Pescara che dal 7 gennaio ritorneranno ad accogliere gli studenti in presenza. Almeno parzialmente. Con il rientro dalle festività natalizie, le superiori dovranno seguire il piano che il prefetto di Pescara ha firmato per il raccordo tra l’orario scolastico e il servizio di trasporto pubblico, necessario per evitare assembramenti sugli autobus e alle fermate e scongiurare il rischio di una terza ondata di contagio.
I punti fermi attorno ai quali ruotano le organizzazioni sono due. Il primo arriva dall’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che stabilisce la ripresa della didattica in presenza dal 7 al 15 gennaio al 50 per cento degli studenti. Dalla settimana successiva, il ritorno tra i banchi dovrebbe aumentare al 75 per cento. Il secondo è lo scaglionamento, stabilito nel documento prefettizio, di entrata e di uscita sulla base di due fasce, dalle 8 alle 13 e dalle 9,30 alle 14.30. Tutte le scuole opteranno per una suddivisione in gruppi, così da rispettare le due turnazioni, e per la rotazione tra gli studenti in presenza e in dad.
CLASSICO. «Stiamo lavorando sia sul piano al 50 che al 75 per cento», evidenzia la dirigente del liceo d’Annunzio, Antonella Sanvitale. «Suddivideremo la popolazione studentesca in due gruppi, individuando quali classi saranno a scuola dalle 8 alle 13 e quali dalle 9,30 alle 14,30.
Le classi che hanno un monte ore maggiore, come il triennio e l’indirizzo europeo hanno necessità di completare l’orario con la dad pomeridiana. Per questo pensiamo che faranno parte del gruppo che inizia l’attività in presenza alle 8. L’orientamento sarà di operare una rotazione di tutte le classi settimanale, per la didattica in presenza e a distanza, lasciando le prime sempre in presenza».
GALILEI «Al momento stiamo lavorando sulla nota del prefetto e sullo scaglionamento degli ingressi alle 8 e alle 9,30, ma siamo in attesa di ulteriori chiarimenti su altri aspetti necessari per una rimodulazione più puntuale», afferma il preside dello scientifico Galilei, Carlo Cappello.
ATERNO-MANTHONÈ «Suddivideremo le classi in due gruppi, cercando di tenere conto delle esigenze dei ragazzi, in modo da collocarli in una o nell’altra fascia oraria», sottolinea la dirigente dell’Aterno-Manthoné Michela Terrigni. «La grande sfida organizzativa sarà quella di conciliare l’orario laddove vi siano docenti condivisi su più scuole».
Una sfida che mette a dura prova la tenuta dei piani di ogni singolo istituto e che rappresenta un nodo particolarmente intricato da sciogliere.
DI MARZIO-MICHETTI «Nella nostra scuola ci sono 25 docenti che lavorano su due, a volte su tre scuole», sottolinea Maria Antonella Ascani, dirigente dell’Ipsias Di Marzio-Michetti. «Non è semplice riorganizzare l’orario. Suddivideremo le classi in modo da operare rotazioni tra la didattica in presenza e a distanza, ma anche delle due fasce di ingresso e di uscita, così da mettere tutti gli alunni nelle stesse condizioni».
MIBE «Abbiamo 11 insegnanti condivisi con altre scuole», rivela Raffaella Cocco alla guida del Misticoni Bellisario. «Un elemento che rende l’organizzazione più complicata. Per la prima settimana, avvieremo il ritorno al 50 per cento suddividendo le classi in due gruppi secondo lo scaglionamento orario. Stiamo lavorando anche per il rientro dalla settimana successiva del 75 per cento, ma nella sede di viale Kennedy incontriamo alcune difficoltà».
ALBERGHIERO Gruppi scaglionati e rotazioni anche all’Alberghiero. «Stiamo ridefinendo gli orari», dice la preside Alessandra Di Pietro, «in modo da garantire le attività laboratoriali per tutte le classi sempre in presenza. Per fare questo tutte le classi faranno uno o due giorni a settimana in didattica digitale integrata».
VOLTA «La presenza al 75 per cento era già il nostro modello», dichiara Maria Pia Lentinio, dirigente dell’istituto Volta. «La prima settimana ridurremo al 50 per cento così come stabilito dalle misure, per poi ritornare alla nostra organizzazione, con piccoli gruppi di 5-6 studenti per classe, a rotazione, in dad. Le prime e le seconde osserveranno la fascia oraria 8-13, mentre le altre classi il turno dalle 9,30 alle 14,30».
DA VINCI Parte dal potenziamento delle corse dei mezzi pubblici la rimodulazione oraria dello scientifico Leonardo da Vinci. «Stiamo analizzando le corse così da calibrare l’attività didattica in modo da permettere ai ragazzi di arrivare in tempo a scuola e di rientrare nel giusto orario a casa. Cercheremo di fare una rotazione per evitare discriminazioni tra classi e dare a tutti gli studenti la stessa offerta», illustra la preside Nora Ruggieri.
ACERBO Doppia rotazione all’Acerbo, guidato da Carlo Di Michele. «Faremo una turnazione quindicinale tra le classi che entreranno nelle due fasce orarie (delle 8 e delle 9,30), in modo che il disagio del rientro a casa un po’ più tardi venga ripartito per tutti gli alunni. L’altra rotazione riguarderà ogni quindici giorni la didattica in presenza e a distanza, a eccezione delle prime».
MARCONI «Gestiremo in presenza 46 classi, sia nella sede centrale che in quella periferica, e 15 a distanza, secondo opportuna turnazione», chiarisce Giovanni Dursi, referente Covid del liceo Marconi. «L’impianto organizzativo è al 50 per cento degli studenti frequentanti con orario 8-14 prevedendo turnazioni settimanali o bisettimanali di gruppi classe, per indirizzo di studi; e poi successivamente, secondo 3 turnazioni che vanno dal 74 al 76 per cento».