Ingresso vietato alle mamme Arrivano i vigili urbani

MONTESILVANO. A scuola non si entra, i bambini devono essere lasciati ai cancelli, le mamme protestano e arriva la polizia municipale. È successo l’altra mattina dopo che il preside dell'istituto...
MONTESILVANO. A scuola non si entra, i bambini devono essere lasciati ai cancelli, le mamme protestano e arriva la polizia municipale. È successo l’altra mattina dopo che il preside dell'istituto comprensivo Troiano Delfico, Nino Traini ha vietato l’ingresso a scuola ai genitori che accompagnano i figli. I bambini della elementare “Fanny Di Blasio” «devono essere lasciati ai cancelli dove all'orario di ingresso ci sarà un collaboratore scolastico, lato nord e sud, che vigilerà sull’entrata degli alunni». È quanto stabilito nell’ordinanza, scaricabile online, rivolta ai genitori del plesso di piazza Diaz. «Che coincidenza, il divieto riguarda solo i genitori della Fanny Di Blasio», fanno notare le mamme che nei giorni scorsi hanno firmato un secondo esposto ai carabinieri per richiedere l’allontanamento dalla scuola della docente (attualmente impegnata in supplenze) a causa dei suoi discussi metodi di insegnamento. All’improvviso, dal 14 marzo, secondo il documento firmato dal preside, non possiamo più mettere piede dentro la scuola e nelle aule, come abbiamo sempre fatto. Non possiamo più telefonare, o essere ricevute dalle maestre per avere notizie dei bambini o portare acqua, e la colazione, a meno che i piccoli non abbiano bisogno di assistenza medica e a meno di richiesta scritta al preside». Quanto ai docenti, il nuovo provvedimento stabilisce che «non possono autorizzare l’accesso nella propria aula, durante le lezioni, a nessuna persona non autorizzata dal dirigente scolastico e non possono ricevere i genitori nè loro telefonate durante l’orario di servizio. I genitori possono riprendere i figli al termine delle lezioni esclusivamente all’esterno della scuola. Eventuali rischi o danni che dovessero verificarsi per il mancato rispetto della procedura, risponderanno direttamente coloro che hanno permesso l’accesso o che hanno convocato genitori ed estranei, ovvero docenti e collaboratori scolastici».
Di qui le obiezioni delle madri che vedono il provvedimento come una punizione: «Vogliono farci pagare la lotta che stiamo portando avanti. Ormai siamo più di un centinaio di mamme, non vogliamo quella maestra perchè fa soffrire i nostri figli con i suoi sistemi e loro non la vogliono spostare ad altro incarico, o licenziare, pur potendolo fare con la legge sulla buona scuola».
Le motivazioni della dirigenza scolastica riguardo al nuovo provvedimento: «Per evitare spiacevoli inconvenienti, a tutela sia del personale di servizio e degli studenti, oltre che per garantire il sereno svolgimento delle attività didattiche». Un passaggio che fa infuriare le mamme: «Ci stanno trattando come delle criminali».
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