«Iniziò papà, rappresentante della Olivetti»

26 Marzo 2022

Anche Elio Di Giuseppe, titolare con il fratello Paolo dello stabilimento Sabbia d’Oro e rappresentante di Fiba- Confesercenti è preoccupato per il futuro della loro attività. Su quella spiaggia...

Anche Elio Di Giuseppe, titolare con il fratello Paolo dello stabilimento Sabbia d’Oro e rappresentante di Fiba- Confesercenti è preoccupato per il futuro della loro attività. Su quella spiaggia hanno iniziato a lavorare da ragazzini, alle dipendenze del padre Peppino che diede vita a un chioschetto nel 1956 su impulso di nonno Elio, commer- ciante ambulante. «Iniziò zio More- no, con lo stabilimento Tamanaco due anni prima e poi con questo, prendendo le concessioni che all’epoca non interessavano a nessuno, e affidandone una a mio padre, rappresentante Olivetti. All’inizio c’è solo un frigorifero, poi arrivarono gli ombrelloni, il jukebox, le feste», rivela Di Giuseppe, raccontando di come il lido abbia fatto anche da cornice all’amore tra i suoi genitori. «Mia madre era un’insegnante di Trieste e partecipò, come accompagnatrice, a una colonia estiva alla Stella Maris». Di Giuseppe ha ricordi mol- to belli della sua infanzia. «Gli stra- nieri campeggiavano nella pineta e la sera cenavamo con loro. Io già a 10 anni lavoravo, pulendo e facendo il cameriere e a fine sta gione mio padre mi dava lo stipendio che do- veva bastarmi un anno». Dal 1999 con il fratello gestisce lo stabili- mento, ora la questione Bolkestein: «Sono realista, con un governo così europeista non possiamo aspettarci battaglie per noi balneatori. L’unica soluzione è sfruttare le normative europee per costruire delle tutele per chi si è fidato a suo tempo della proroga, facendo importanti investimenti». (a.l.)