Inquilini, chiesto lo stop agli sfratti

11 Marzo 2020

Appello del sindacato Sunia di Pescara. A Montesilvano sgomberi già rinviati

PESCARA. Il sindacato degli inquilini assegnatari, il Sunia, rappresentato a livello locale da Giuseppe Carminelli, ha lanciato un appello al sindaco di Pescara Carlo Masci, al presidente della Provincia Antonio Zaffiri e al prefetto, Gerardina Basilicata, per chiedere la sospensione della esecutività degli sfratti a Pescara e provincia. La richiesta è contenuta in una lettera inviata due giorni fa in considerazione della «gravissima situazione sanitaria che vivono il Paese e il nostro territorio per la sempre maggiore diffusione del Coronavirus».
Ai rappresentanti delle istituzioni viene sollecitato di «farsi interpreti della urgente necessità di provvedere alla sospensione immediata della esecutività degli sfratti», si legge nella lettera, «il momentaneo blocco degli sfratti, con la rinuncia all’uso della forza pubblica, rappresenterebbe un importante contributo, nell’attuale difficile condizione, a ristabilire un minimo di serenità e fiducia soprattutto nelle fasce più deboli».
Il rappresentante del Sunia è in attesa di «una risposta ufficiale», e ovviamente spera che sia positiva perché «il decreto che individua l’Italia come zona rossa impone a tutti di stare a casa, specie gli anziani che sono più a rischio. Se ci dovessero essere sfratti, dove andrebbero le persone rimaste senza casa? La mia preoccupazione non riguarda solo chi vive nelle case popolari, ma anche chi è negli alloggi privati».
Il Sunia ritiene che la richiesta possa essere accolta, almeno fino al 3 aprile. «È una iniziativa fattibile da parte del Comune», dice sempre Carminelli, «fino a quando non si supera l’emergenza, e spero di poter dare una notizia positiva a tutti coloro che si rivolgono al sindacato per chiedere informazioni a questo proposito».
Un segnale positivo, dice Carminelli, arriva da Montesilvano. Il consigliere comunale Marco Forconi ha annunciato che gli sfratti di ieri e dei prossimi giorni sono stati «sospesi per motivi di ordine e sicurezza pubblica, e lo stop ha riguardato anche lo sgombero di un appartamento confiscato alla criminalità». Il rinvio sarebbe di qualche settimana, forse un mese, e Forconi ha dovuto «prendere atto di queste decisioni, seppur malvolentieri, per non generare polemiche».
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