Inquinamento fosso Vallelunga Il pm vuole processare Alessandrini

Chiusa l’inchiesta nata dopo l’esposto su un canale che sfociava in mare al confine con Francavilla Già nell’interrogatorio e nella memoria, il sindaco ha precisato che la competenza non è comunale
PESCARA. La procura di Pescara chiude l’inchiesta a carico del sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, finito nel mirino della magistratura per inquinamento delle acque in relazione a presunti mancati controlli sugli scarichi abusivi di fosso Vallelunga, nella zona tra Pescara e Francavilla al Mare. L’interrogatorio cui il primo cittadino chiese di essere sottoposto nel luglio dello scorso anno, dopo l’avviso di garanzia, e la corposa memoria difensiva stilata dal suo legale di fiducia, l’avvocato Vincenzo Di Girolamo, non hanno dunque convinto il sostituto Paolo Pompa, intenzionato a mandare sotto processo il sindaco. Il capo di imputazione notificato all’indagato con l’avviso di conclusione delle indagini, è praticamente la copia dell’avviso di garanzia, ad eccezione della parte in cui si parla delle acque nere che non è più presente.
Prima di formalizzare la richiesta di processo, il magistrato deve attendere i 20 giorni previsti per un eventuale, quanto improbabile, secondo interrogatorio che non potrebbe apportare nulla di nuovo, o per la presentazione di altra documentazione da parte della difesa: cosa peraltro già fatta, appunto, con la memoria depositata dopo l’interrogatorio dell’estate scorsa. Una vicenda legata unicamente a un aspetto tecnico, in quanto la normativa sul ciclo idrico escluderebbe la competenza comunale: semmai, sulla questione delle acque, interessati sarebbero Aca (Azienda con la quale si sarebbe spesso sovrapposto il lavoro dell’amministrazione specie per quanto riguarda gli scarichi abusi) ed Ersi. La procura avviò questa inchiesta dietro un esposto nel quale si ipotizzava il reato di inquinamento delle acque. Stando all’accusa, nel fosso Vallelunga sfocerebbe un canale inquinante che poi finisce nel mare, in un tratto al confine con Francavilla. E proprio in quel punto sarebbero avvenuti ripetuti scarichi abusivi che avrebbero poi determinato i valori non conformi ai limiti di legge registrati dall’Arta durante alcuni campionamenti. Già nel corso del suo interrogatorio il sindaco Alessandrini aveva precisato di essere intervenuto tecnicamente in quel punto per risolvere quei momentanei problemi (legati peraltro a una fuoriuscita di liquami dai tombini posti lungo via Primo Vere, problematica risolta dal Comune a suo tempo), aggiungendo al magistrato che comunque la competenza non era comunale, e riferendo che il Comune di Pescara non ha una rete fognante municipale, visto che si è spogliato delle reti dal 2005. E aggiungendo, nella memoria difensiva corredata da una corposa documentazione tecnica, tutto ciò che avrebbe fatto il Comune sul fronte del ciclo idrico integrato. Adesso, quindi, non resta che attendere i 20 giorni dalla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini per conoscere quale sarà la decisione del pm Pompa: e cioè se andare o meno avanti con la richiesta di processo.

