Insolia si difende: io e Neri molto amici

PESCARA. «Ha risposto al giudice e ha spiegato tutto», Junior Insolia, 31 anni, pescarese, uno dei sei arrestati finiti in carcere martedì nell’ambito dell’operazione “Satellite”, nata come costola...
PESCARA. «Ha risposto al giudice e ha spiegato tutto», Junior Insolia, 31 anni, pescarese, uno dei sei arrestati finiti in carcere martedì nell’ambito dell’operazione “Satellite”, nata come costola delle indagini sull’omicidio di Alessandro Neri, trovato senza vita l’8 marzo dell’anno scorso in un canale a Fosso Vallelunga. Durante l’interrogatorio di ieri da parte del giudice Antonella Di Carlo, Insolia, che era amico di Alessandro e con lui aveva acquistato una pistola, si è limitato a dire che erano «molto amici», come riferisce il difensore dell’indagato, l’avvocato Antonio Valentini. Per l’accusa Junior e il fratello Yordan, di 23 anni, un altro degli arrestati, avrebbero gestito con altri indagati una fiorente attività di spaccio di droga, in particolare cocaina, mostrandosi aggressivi e pericolosi nei modi. Per riscuotere i crediti non avrebbero disdegnato l’uso di pistole e fucili detenuti illegalmente, come ricostruito dai carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo che indagano sulla morte di Neri.
Le contestazioni a Junior Insolia, fa notare sempre Valentini, riguardano «il mondo di piccoli spacciatori».
Ha risposto al giudice pure Flaviano Spinelli, 32 anni, pescarese, accusato di rifornire di droga anche Junior Insolia. E proprio alla luce dei chiarimenti forniti e delle ammissioni, l’avvocato Luca Sarodi ha chiesto che il giovane (incensurato) torni in libertà. Nei giorni scorsi i primi interrogatori di altri tre indagati, che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e cioè Yordan Insolia, Marco Lapenta, 35 anni, pescarese, e Christian De Sanctis, 28 anni, pescarese. Con loro è finita in carcere anche Giulia Spinelli, 29 anni, pescarese, moglie di Lapenta.

