Installazione artistica a San Francesco

3 Ottobre 2017

Loreto, la chiesa chiusa dal sisma del 2009 e pulita dai cittadini ospita per un giorno l’opera di Rosato

LORETO APRUTINO. Domani 4 ottobre festeggiare San Francesco nella chiesa madre dedicata al santo di Assisi avrà un senso speciale. Sacro e profano insieme in rinnovata armonia. “Il tappeto del silenzio”, l'installazione di arte contemporanea a cura di Lucio Rosato, accompagnerà per un giorno, dalle 8 alle 20, il ritrovato stupore di loretesi e visitatori che vorranno riappropriarsi di un bene cittadino da troppo tempo abbandonato all'incuria e al degrado.
Chiusa al culto e interdetta al pubblico per dichiarata inagibilità in seguito al terremoto del 2009, la chiesa – complesso monumentale di impianto medievale, vanta stucchi settecenteschi pregevoli – è stata ripulita delle deiezioni incrostatesi nel tempo e rimessa in sicurezza (il tetto). Merito del sentimento per il bene comune di un gruppetto di cittadini riuniti sotto l'insegna Cantieri & Cucine, oltre alla sensibilità artistica dell'architetto Rosato, ideatore dell'installazione. Così la chiesa – per un giorno – verrà riaperta al pubblico (l’entrata è laterale, in Largo del Municipio).
«Con l'auspicio di una sua prossima riattivazione», confidano i volontari protagonisti dell'energica operazione di ripulitura appoggiata dall'amministrazione comunale. Provocazione o pretesto «anziché stare in attesa che accada qualcosa dall'alto», sta di fatto che il bene monumentale, già denudato di quadri (in corso di restauro) e altri decori, è pronto per essere restituito «allo sguardo dei loretesi prima di tutto», dichiara il gruppo Cantieri & Cucine composto da Andreas Waibl, Antonio Di Teodoro, Francesco Paolo Perilli, Davide Orani. «Certo non siamo ad Assisi dove c'è sempre qualcuno in visita, ma siamo pronti ad accompagnare chi voglia visitare e ammirare la chiesa di San Francesco in altri giorni. Un custode è disponibile a chiamata», fanno sapere.
In effetti, si tratta di una delle fondazioni francescane più antiche d'Italia; l'insediamento religioso (convento) è antecedente alla nascita stessa del movimento francescano. La chiesa si trova in via dei Mille, adiacente a quella che è stata, fino al sisma del 6 aprile 2009, la sede del municipio nonché del museo della Civiltà contadina e dell'Antiquarium comunale Antonio Casamarte (parte del complesso e attualmente chiusi per inagibilità). «Purtroppo il centro storico di Loreto si sta svuotando, oggi sono appena cinquecento i residenti, stessa sorte dei vicini centri di Penne, Montebello, Farindola», afferma il grafico Andreas Waibl, milanese di origine, per scelta stabilitosi nel centro vestino da circa trent'anni. «Vogliamo smuovere lo stagno, ci crediamo, chiediamo solo la possibilità di interagire sul territorio, essere parte attiva della vita cittadina». A conferma del rinnovato slancio, Waibl porta ad esempio il recupero dei piani superiori dell'ex oleoteca regionale a Palazzo Farina, ai piedi del centro storico, già restaurato per ospitare il museo di Storia dell'arte olearia d'Abruzzo (con reperti di archeologia industriale e di storia del lavoro contadino) poi dismesso e oggi in attesa di nuova funzione d'uso. «Il centro medievale di Loreto conta altre strutture abbandonate che meritano di essere riportate a valore», conclude Waibl. «Perché appartengono alla comunità intera e raccontano la storia straordinaria di questi luoghi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA