Intercettano le chiamate in banca: 2 arresti

15 Aprile 2023

Presi banditi napoletani. Si spacciavano per dipendenti e rassicuravano i venditori di preziosi dopo averli pagati con assegni scoperti

PIANELLA. Manomettevano le linee telefoniche delle banche in modo da intercettare le chiamate e rispondere così direttamente ai clienti, da loro raggirati, che volevano essere sicuri della regolarità degli assegni circolari ricevuti in cambio della vendita on line di oggetti preziosi, soprattutto orologi Rolex.
Giovedì pomeriggio, i carabinieri della stazione di Pianella insieme a quelli della compagnia di Pescara diretti dal capitano Giovanni Rolando, hanno arrestato in flagranza un 24enne e un 71enne, di origini napoletane e residenti nel Ravennate, in trasferta nel Pescarese per compiere questo tipo di truffa, ultimamente molto diffusa nel centro e nel Nord Italia. Ad agire, per lo più bande ben strutturate con cabine di regia in Campania.
Nel mirino dei malviventi, due giorni fa, le filiali di Pianella e Cerratina della Bcc di Castiglione Messer Raimondo, adocchiate proprio per portare a termine i raggiri. I piani sono sfumati grazie alle segnalazioni arrivate ai militari dell'Arma sia dai responsabili delle filiali che dai cittadini. Nelle prime ore della mattina, i responsabili della Bcc hanno chiamato i carabinieri, facendo presente che nelle due banche stranamente non c’era la rete telefonica. Poco dopo mezzogiorno, al 112 hanno telefonato anche alcuni cittadini, dicendo che c’era una macchina sospetta, una Yaris di colore grigio, ferma vicino alla cabina Tim di via San Nicola a Pianella, e all’esterno della vettura c'erano due persone. Immediatamente, i carabinieri hanno raggiunto il luogo indicato, fra l'altro poco distante dalla filiale della Bcc.
Davanti alla cabina della Tim, come era stato loro appena segnalato, c’era una Yaris ferma, con un uomo seduto sul lato passeggero e un altro fuori dalla vettura. Durante le perquisizioni, nella macchina è stato trovato un cordless. A terra, tra l’auto e la cabina Tim, invece, c’erano uno zaino nero con una borchia Tim e una serie di cavi telefonici collegati all’armadio. A fianco allo zaino c’erano altri cavi e una batteria: tutto l’occorrente per intercettare telefonate. Dalle indagini, si è avuta conferma che i due, che hanno precedenti di polizia, stavano manomettendo le linee telefoniche delle due filiali per compiere con ogni probabilità truffe on line. Su disposizione dell'autorità giudiziaria, sono stati rinchiusi nel carcere di San Donato. Un fatto simile era già accaduto in zona lo scorso dicembre e anche in quel caso i carabinieri della stazione di Pianella avevano arrestato due campani, trovati in possesso di attrezzature per intercettare comunicazioni telefoniche.
Dopo quell'episodio e quegli arresti, sono stati intensificati dal comando provinciale i controlli nelle aree vicino alle cabine telefoniche.
Da quanto accertato, i truffatori contattano persone che vendono on line oggetti di valore, mostrandosi molto interessati all’acquisto per poi proporre come forma di pagamento assegni circolari. Raggiunto l’accordo, con l’aiuto di complici manomettono le linee della banca a cui sanno che la vittima di lì a poco chiamerà per accertarsi della genuinità e della copertura dell’assegno. Solo al momento della riscossione, le vittime scoprono purtroppo di essere state derubate e raggirate.
Come sempre le forze dell'ordine invitano a segnalare ogni minimo movimento sospetto.
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