Interruzioni fino al 10 agosto: disagi per 63mila cittadini

4 Agosto 2020

PESCARA. «Abbiamo ereditato una rete idrica e fognaria in pessimo stato. Le mancate manutenzioni hanno fatto sì che le perdite ci venissero sanzionate dall’Autorità di regolazione per energia, reti e...

PESCARA. «Abbiamo ereditato una rete idrica e fognaria in pessimo stato. Le mancate manutenzioni hanno fatto sì che le perdite ci venissero sanzionate dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente. Adesso, oltre alle chiusure programmate nelle ore notturne, stiamo facendo anche le manutenzioni, soprattutto sulle reti di Chieti che ha problemi». Così la presidente dell’Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca) Giovanna Brandelli durante la riunione di ieri mattina nella sede centrale dell’azienda, in via Maestri del lavoro, ha commentato la proroga di una settimana delle interruzioni dell’acqua, fino al 10 agosto, dopo aver effettuato i monitoraggi della distribuzione idrica e dei relativi consumi dell'utenza nei giorni da bollino rosso, in cui la temperatura percepita ha sfiorato i 37 gradi.
I disagi, nella provincia di Pescara, interessano circa 63mila utenti, di cui 18mila nel capoluogo adriatico, 2mila a Francavilla e 6mila a San Giovanni Teatino, nel Chietino. Le zone maggiormente colpite dall'interruzione idrica, dalle 24 alle 6 del mattino, fino al 10 agosto, sono la zona alta di Pescara Colli, strada Colle Scorrano e traverse, strada Colle di Mezzo, aree servite dal serbatoio di Valle Furci. La riduzione prevista è di 35 litri al secondo, ma potrebbe essere revocato in caso di temporali che andrebbero a rimpinguare le risorse sorgive e a far risalire i livelli di acqua nelle cisterne.
«Il caldo», rimarca Brandelli, «ha fatto aumentare i consumi dell'acqua, che spesso viene impiegata anche in maniera impropria. Quest’anno c’è stato un incremento dei consumi anche a seguito del Covid, nei giorni di lockdown. Ci aspettavamo problemi già a fine giugno, ma poi le piogge ci hanno aiutato a spostare di un mese l’emergenza, programmando le prime chiusure dal 20 luglio».
«Ci sono disordini che ci trasciniamo da anni a causa delle perdite sulle condutture», sottolinea Donato Di Matteo, componente del consiglio di amministrazione dell’Aca, «le tariffe sono legate anche agli investimenti fatti, quindi i sindaci lo sapevano in anticipo. Adesso, ci siamo instradati su un binario di legittimità e di buon governo della cosa pubblica». (y.g.)
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