Intervengono i costruttori: «Questo caos penalizza tutti»

PESCARA. «Il caso in A14 penalizza tutti, anche noi costruttori». Così, in estrema sintesi, afferma il neo presidente di Ance Abruzzo, nella prima dichiarazione pubblica 24 ore dopo la sua nomina....
PESCARA. «Il caso in A14 penalizza tutti, anche noi costruttori». Così, in estrema sintesi, afferma il neo presidente di Ance Abruzzo, nella prima dichiarazione pubblica 24 ore dopo la sua nomina. «Quello dell’A14 è un problema che ci tocca pesantemente perché anche noi viaggiamo sulle strade per lavorare», dice Antonio D’Intino in un’intervista all’Ansa.
«Parliamo di infrastrutture che sono fondamentali per la nostra regione. Si invoca il fatto che le concessioni tornino allo Stato ma, al di là di questo», aggiunge l’imprenditore pescarese, «noi vogliamo che le infrastrutture siano adeguate e ben gestite». Secondo D’Intino, infine, vent’anni di gestione, che lui critica fortemente, «avrebbero portato a problemi e criticità per 3500 ponti in Italia». Sul caso A14, e quindi sui sequestri della magistratura e i divieti per i Tir, interviene anche Federico De Cesare, presidente dei giovani imprenditori di Confindustria Chieti-Pescara: «Ci sono cavalcavia da manutenere e, più in generale, opere vetuste che devono essere ammodernate. Molte delle nostre infrastrutture sono i risalenti al dopoguerra, o agli anni immediatamente successivi. Occorreva intervenire molto prima». (l.a.)

