Interventi chirurgici: stop ai non urgenti

Ordinanza di Marsilio per recuperare subito posti letto-Covid
L'AQUILA . Stop a tutti gli interventi chirurgici programmati, fatta eccezione per le urgenze: è il primo effetto, in attesa del varo del nuovo Dpcm, dell'aumento esponenziale della curva del contagio, in Abruzzo.
Il governatore, Marco Marsilio, subito dopo la riunione di giunta di ieri sera, ha firmato l'ordinanza numero 97 che prevede una rimodulazione dei ricoveri e delle operazioni negli ospedali, per liberare posti a favore delle terapie intensive, sub-intensive e dei reparti di malattie infettive e dirottare il personale sanitario sull'emergenza Covid-19. Ma questa non è l’unica decisione presa in Abruzzo alla vigilia del nuovo decreto.
Tre le macro-aree della regione a rischio, dove il virus corre più velocemente: Montorio e Giulianova, in provincia di Teramo, L'Aquila città e la Marsica. È qui che potrebbe scattare un livello più alto di allerta - il secondo in ordine di gravità - con il ricorso ad un lockdown localizzato o a misure più stringenti rispetto a quelle previste per tutto il territorio nazionale. Per la didattica a distanza, con l'Abruzzo che si è già portato avanti attivando, il 26 ottobre scorso, le lezioni on line per le scuole secondarie di secondo grado, Marsilio ha fatto sapere che si atterrà alle linee del Governo, con una possibile estensione della “dad” anche alle classi terze delle scuole medie.
NIENTE INTERVENTI. Il blocco degli interventi chirurgici - si legge sull’ordinanza - deriva dall'esigenza di adottare «misure adeguate e proporzionate all'evolversi della situazione epidemiologica, limitando l'attività programmata non urgente in tutti gli ospedali dotati di pronto soccorso e Dea, sia per contenere le occasioni di contagio di personale sanitario e cittadini, che per contenere l'impiego ordinario di medici e sanitari per preservarne la disponibilità per l'attivazione di ulteriori livelli di maxi-emergenza». Per liberare posti letto saranno sospesi tutti gli interventi chirurgici programmati, ad eccezione di quelli oncologici o di alta specialità non rinviabili, delle interruzioni di gravidanza e delle emergenze. Nell'ordinanza si dà mandato al Referente sanitario regionale per le emergenze «di assegnare temporaneamente il personale, in servizio con qualsiasi tipologia contrattuale, alle Asl che presentano maggiori necessità assistenziali, con assegnazione prioritaria al personale che abbia manifestato la propria disponibilità».
RISCHIO ELEVATO. «Al momento, non riusciamo a garantire tutte le prestazioni», ha detto Marsilio, raggiunto telefonicamente alle 19 dal Centro, «sto licenziando l'ordinanza per rimodulare l'offerta sanitaria all'interno degli ospedali, in quanto i posti nei reparti di malattie infettive sono esauriti. Il grado di saturazione delle terapie intensive abruzzesi è inferiore alla media nazionale, ma il problema è che la media nazionale è alta».
L'indice Rt (di contagio) dell'Abruzzo, secondo l'ultimo report, è a 1,4, ma con un intervallo in crescita nei valori minimi e massimi. «Numeri», si legge nell'ordinanza di Marsilio, «che collocano l'Abruzzo tra le regioni ad alto rischio di trasmissione del contagio, con possibilità di progredire a rischio molto alto nel mese di novembre». Una situazione di criticità evidenziata anche nei verbali del gruppo tecnico -scientifico regionale «per la quale appare necessario rafforzare le misure di mitigazione».
MISURE RESTRITTIVE. L'andamento epidemiologico regionale fa segnare un trend in netta crescita. «Il dato di ieri è preoccupante per la provincia di Teramo, che ha registrato la metà dei contagi giornalieri, in particolare Montorio», afferma Marsilio, «colpite pesantemente anche L'Aquila e la Marsica. Qui potrebbe scattare un lockdown localizzato, ma dipenderà dalle valutazioni del servizio di prevenzione della Asl: se la soglia di allerta merita provvedimenti restrittivi, non esiteremo ad adottarli. L'indice 1,4 è prossimo all'1,5, già sfondato da molte regioni, che insieme ad altri 21 parametri individuati dal Governo, fa scattare il secondo livello, di allerta più alta: non possiamo stare tranquilli».
LINEE OMOGENEE. «L'Abruzzo ha aperto le scuole con dieci giorni di ritardo, rispetto alla media nazionale», ha aggiunto il governatore, «a breve potremmo ritrovarci nella stessa situazione di altre regioni che hanno avviato l'anno scolastico prima. È solo questione di tempo: temo, infatti, che ci sia una correlazione diretta tra le scuole e l'aumento dei contagi. Abbiamo chiesto con forza al Governo di applicare linee omogenee per tutto il Paese. Più che fare chiusure e aperture progressive, tanto vale tirare una frenata generale, che fa bene a tutti».

