Intralcio alla giustizia, ex sindaco a giudizio

Brittoli, nuovi guai per Di Paolo dopo il processo innescato dalla denuncia di un imprenditore milionario
BRITTOLI. Un patteggiamento, una condanna con rito abbreviato e un rinvio a giudizio. Si è conclusa così, davanti al gup, l'udienza preliminare a carico dell'ex sindaco di Brittoli, Claudio Di Paolo (difeso da Giuseppe Di Girolamo), che verrà processato a giugno prossimo per intralcio alla giustizia; del titolare di una impresa di costruzioni, Giuseppe Marrone (assistito dall'avvocato Vincenzo Di Girolamo), che ha patteggiato un anno e 4 mesi, e di un operaio della stessa ditta, Antonio Falone (difeso dall'avvocato Alessandro Perrucci) condannato alla medesima pena, ma con il rito abbreviato: entrambi, questi ultimi, accusati di tentata concussione. Si tratta di un procedimento satellite di un processo arrivato ormai alla vigilia della sentenza, che vede imputato l'ex sindaco Di Paolo per appropriazione indebita ai danni della ditta Trulli Costruzioni: una impresa di proprietà di un familiare del milionario italo canadese, Franco Silvestri, che alcuni anni fa affidò 5 milioni di euro nelle mani di Di Paolo, ritenendo che come sindaco del suo paese natale fosse una persona seria e affidabile, per realizzare delle opere nel territorio della sua giovinezza.
Parte di quei soldi invece sarebbero spariti e per questo Di Paolo è sotto processo. La vicenda analizzata ieri dal gup Colantonio riguarda invece il tentativo che avrebbe fatto Di Paolo di far cambiare versione dei fatti a Marrone che di lì a qualche giorno avrebbe dovuto testimoniare contro di lui nel processo ancora in corso.
Marrone, infatti, era stato citato come testimone dall'accusa per confermare al giudice che Di Paolo gli aveva chiesto delle fatture gonfiate per delle operazioni che il piccolo imprenditore stava realizzando per conto della Trulli Costruzioni. E appunto alla vigilia di quella udienza, Di Paolo avrebbe invitato Marrone «a recarsi dal proprio difensore a mutare la versione accusatoria resa nel corso delle indagini e comunque a rendere dichiarazioni e fornire informazioni utili alla propria posizione di imputato», come si legge nel capo di imputazione. Tutto questo facendo intendere a Marrone che avrebbe cercato, dati i suoi rapporti stretti con la Trulli, di far liquidare subito le somme dovute alla sua impresa. Falone, invece, si sarebbe prestato a far da intermediario nel richiedere a Di Paolo la somma di 50mila euro necessaria per far cambiare versione a Marrone. Insomma, un bel pasticcio del quale adesso Di Paolo dovrà rispondere in tribunale dopo il rinvio a giudizio di ieri.

