«Invece io ci farei una galleria d’arte»

22 Giugno 2014

La proposta dell’artista pescarese Franco Summa: facciamola progettare da Renzo Piano

PESCARA. «Cosa farci sull'area dell'ex Cofa? Una galleria civica di arte contemporanea dove raccogliere opere, documenti, testimonianze della vitalità artistica nella città di Pescara». A parlare è Franco Summa (nella foto), architetto e artista pescarese, autore, fra le altre cose, della fontana di piazza San Francesco.

«Una vitalità già presente nel primo decennio dello scorso secolo con Basilio Cascella e il suo studio-stabilimento cromolitografico con le edizioni della Grande Illustrazione, una rivista alla quale collaborano D'Annunzio, Deledda e molti altri. Poi Michele, Tommaso, poi Andrea e Pietro. Nel secondo dopoguerra un carismatico Giuseppe Misticoni prospetta la qualificazione artistica della città di Pescara per un dialogo paritetico con Roma, Milano, Torino. Avvia il liceo artistico, unico in un piccolo centro oltre i soli altri sei nelle grandi città. Chiama all'insegnamento artisti come Pittoni, Febo, Gammelli; poi, quando il numero degli studenti cresce, Di Blasio, Del Greco, Spalletti, Visca, Paolinelli. Il liceo assume un ruolo fondamentale di propulsore della cultura artistica, coinvolgendo la cittadinanza in mostre incontri ecc.. Vi tengono conferenze Germano Celant, Achille Bonito Oliva, Alessandro Mendini, Andrea Branzi, Enrico Crispolti. In questo clima fervido si formano studenti quali Andrea Pazienza, Tanino Liberatore, Giuseppe Fiducia, Dino Colalongo e molti altri. Nel nostro primo incontro Lucio Fontana mi chiede notizie dell'arte a Pescara: ne aveva sentito molto parlare. Nel 1963 Elio Di Blasio, Ettore Spalletti e io stesso apriamo la Galleria G3 in viale Regina Elena, con opere di Fontana, Capogrossi, Ceroli, Pascali, Baruchello. La visitano Emilio Vedova, Maurizio Calvesi, Nello Ponente, Maurizio Bonicatti, Giulio Carlo Argan».

«Dopo la G3», prosegue Summa, «Spalletti collabora con Coen e Pieroni per avviare una Galleria d'arte contemporanea con opere di Getulio Alvianio, Mario Ceroli, ecc.. Nei primi anni Settanta in città c'erano quattordici gallerie d'arte, tra cui quella di Cesare Manzo aperta a giovani artisti. Giuseppe Misticoni viene invitato alla Biennale di Venezia; dove nel 1976 e nel 1978 sono invitato io e, negli anni Ottanta, Ettore Spalletti».

« Ha molto da documentare e trasmettere al pubblico una galleria di arte contemporanea dedicata alla città di Pescara», conclude Franco Summa, «Potrebbe essere chiamato a disegnarla Renzo Piano, che certamente saprebbe ben interpretare lo spirito del luogo con la sua storia, le sue memorie, il suo paesaggio marino-collinare, rispettando le specifiche esigenze espositive».

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