«Io e Mattoscio insieme? Combinazione vincente»

4 Maggio 2016

Paola Damiani, nominata alla presidenza della Fondazione Pescarabruzzo, parla del suo nuovo incarico: «Priorità per la città? Polo di alta formazione e Cityplex»

PESCARA. Parla di «combinazione vincente», quella che vedrebbe Nicola Mattoscio, segretario generale e superconsulente della Fondazione Pescarabruzzo, e lei, Paola Damiani, fresca di nomina alla presidenza, affiancata dallo storico numero uno di corso Umberto almeno nei primi anni di mandato.

«Sono orgogliosa che le scelte del comitato d'indirizzo abbiano trovato una convergenza unanime sul mio nome, è il modo migliore per iniziare il lavoro», dice la neo presidentessa dell’istituto più importante della città, che con un patrimonio da 244,5 milioni di euro, lo scorso anno, ha finanziato oltre 250 progetti sul territorio provinciale e regionale. Classe '66, avvocato del foro di Pescara dal 1993, iscritta all'albo delle giurisdizioni superiori dal 2008, Damiani è stata nominata lo scorso anno consigliere ausiliario alla Corte d'appello di Ancona. Socia del noto studio legale Damiani e Associati, figlia del commercialista Mario Damiani, docente alla d'Annunzio, da lunedì sera, è presidente di Pescarabruzzo. All'uscente Mattoscio, già numero uno della Saga, la società che gestisce l'aeroporto d'Abruzzo, con tutta probabilità sarà assegnata una carica dirigenziale esterna.

Il sindaco, Marco Alessandrini, il giorno della sua elezione, ha manifestato il desiderio di incontrarla per confrontarsi sui nodi della città.

Che rapporti avete?

«Non ci conosciamo direttamente. Siamo entrambi avvocati, ci siamo visti in qualche rara occasione in tribunale. Ci salutiamo, nulla di più. L'invito del sindaco l'ho appreso dal Centro. La mia nomina è così fresca che forse ancora la devo accettare. Una volta prese in mano le redini della Fondazione sarò ben felice di avere un confronto per il bene della città che entrambi amiamo».

Il governatore, Luciano D'Alfonso, l'ha chiamata dopo la sua elezione?

«Non ho ancora avuto il piacere di sentirlo. Ci conosciamo a livello personale, perché le nostre figlie andavano a scuola insieme in via Regina Elena, ma finora non c'è stata occasione di coltivare rapporti istituzionali. Dobbiamo attendere di far maturare gli eventi».

Nei giorni scorsi sono circolate indiscrezioni di un possibile ruolo da presidente della Fondazione Pescarabruzzo assunto dall'avvocato Augusto La Morgia, poi preferito a lei.

«Anche questo aspetto l'ho appreso dalla stampa, ma non mi risulta che il nome sia stato fatto nel Cda della società, di cui facevo parte io stessa. Mi spiace ci sia stato questo epilogo, La Morgia è un collega che stimo e con il quale ho avuto modo di collaborare in diverse occasioni».

Quali sono le priorità per il rilancio di Pescara?

«Ci sono numerosi progetti già in corso, altri di rilevanza strategica per la comunità che puntano soprattutto a riempire le cosiddette aree vuote: penso a Pescara Cityplex, al quinto Isia italiano, al Polo di alta formazione accademica, al Museo d'Arte Moderna e alla Cittadella dell'Accoglienza».

Che cosa pensa di un suo probabile affiancamento con l'ex presidente Mattoscio?

«Sarei immensamente onorata, da Mattoscio c'è solo da imparare. Sarebbe una combinazione vincente averlo come segretario generale o superconsulente almeno nei primi anni di mandato».

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