«Io, il Considan e Buzzi non esistono affari segreti»

L’ex presidente D’Annunzio racconta perché ha speso 800 mila euro per la Linda: «Comprai le azioni prima dell’elezione di Cordoma perché era un vantaggio indubbio»
MONTESILVANO. «La strada romana non l’abbiamo mai presa». Così l’ex presidente Ds del Considan Nino D’Annunzio parla dell’affare da 800 mila euro risalente al 2007 quando Salvatore Buzzi, principale indagato nell’inchiesta Mafia Capitale a Roma, ha venduto il 49 per cento di quote della Linda spa di Città Sant’Angelo, possedute dalla sua Formula Ambiente, proprio al Considan. «Non ci sono segreti», dice D’Annunzio. Ma l’operazione, conclusa con Montesilvano senza più sindaco – Cantagallo era stato arrestato il 15 novembre 2006 e Cordoma ha vinto le elezioni al ballottaggio solo l’11 giugno 2007 – è finita al centro di un esposto del Movimento 5 Stelle perché, due anni dopo l’acquisto delle azioni, il Considan è stato messo in liquidazione. Il Considan è il Consorzio intercomunale depurazione delle acque nere ed è formato da Comune di Montesilvano (58 per cento), Silvi (25) e Città Sant’Angelo (17).
Perché il Considan, nel 2007, ha comprato le quote della Linda?
«Il piano industriale risalente a quel periodo era chiaro e prevedeva la trasformazione del Considan in una società per azioni a capitale pubblico. Una trasformazione doverosa a seguito delle riforme nazionali. Io mi sono candidato proprio sulla base di questo progetto e cioè creare l’impiantistica necessaria a Montesilvano, Silvi e Città Sant’Angelo e aumentare le competenze del Considan. A dimostrazione di questo, volevo riprendere in gestione l’impianto di compostaggio dell’Ecoest che ancora oggi, giace abbandonato; volevo mettere in funzione un biodigestore per la depurazione dei fanghi che, invece, continuano a essere smaltiti fuori a prezzi alti; avevamo iniziato la gestione degli impianti sportivi con il campo Mastrangelo, il centro sportivo Trisi e il Palasenna. Oggi, una società del genere sarebbe ancora attuale: per esempio, il Comune di Montesilvano, anziché affidare il servizio rifiuti alla Tradeco, avrebbe potuto rilevare le quote della Linda dal Considan e affidare proprio alla Linda l’appalto dell’igiene urbana come accade a Città Sant’Angelo dove non ci sono problemi di servizio e tariffe che, invece, si registrano a Montesilvano».
Poi, però, l’ente è stato messo in liquidazione: sapevate che sarebbe accaduto quando avete acquistato le quote?
«Nel 2007 non sapevamo che, due anni dopo, sarebbe arrivata la liquidazione. Basti pensare che volevamo creare una piattaforma per lo smistamento della differenziata: il progetto era stato avviato d’accordo con il sindaco di Città Sant’Angelo, Graziano Gabriele, per la zona di Piano di Sacco: quell’impianto, poi, è stato realizzato lo stesso ma anziché servire tre comuni, adesso, serve solo Città Sant’Angelo».
Le quote della Linda sono state comprate nel 2007: a Montesilvano non c’era più l’amministrazione. Le sembra giusto che una scelta del genere sia stata fatta così?
«Il Comune non si è espresso perché aveva già dato mandato di rappresentanza al cda del Considan. Del resto, a livello amministrativo, il parere del Comune non era neanche previsto. Poi, in quel periodo, il Comune di Città Sant’Angelo voleva esercitare il diritto di prelazione per acquistare le stesse quote ma, per problemi finanziari e amministrativi, la cessione non è stata fatta. Così, siamo intervenuti noi. A quel punto, il valore delle quote era stato già fissato».
La firma sull’atto riporta al 29 maggio 2007, giorno dopo il primo turno delle elezioni con Cordoma in vantaggio. Non ha mai pensato che Cordoma avrebbe potuto pensarla in un altro modo?
«Non l’ho pensato, a dire la verità, perché il progetto di rilancio del Considan era di evidente interesse pubblico e non credevo a un sindaco che potesse essere in disaccordo. Ovviamente, non era un investimento obbligatorio ma interessante sì. La firma il giorno dopo le elezioni? Un caso: si firma un atto quando tutti i documenti sono pronti e la prima data utile era quella. Ricordo che poco prima di andare dal notaio anche Ambiente spa voleva comprare le quote e lo scrisse in una lettera al sindaco di Città Sant’Angelo. Ma era tardi anche se in futuro Ambiente sarebbe potuta entrare e rafforzare la società».
Lei ha detto di non aver mai conosciuto Buzzi ma l’atto notarile riporta le vostre firme: come è possibile?
«Ci siamo incontrati per la firma e niente di più. Conoscere una persona è un’altra cosa: prima di allora non l’avevo mai sentito e, all’epoca, Buzzi era un signor nessuno se non il legale rappresentante della Formula Ambiente mentre noi avevamo trattato con i dirigenti della società, ricordo un tale Franchini, di Forlì».
In base a una perizia, le quote pagate 800 mila euro adesso ne valgono 133 mila: cosa ne pensa?
«Che la Linda valga 273 mila euro e, quindi, le nostre quote 133 mila, mi pare una bufala colossale. La Linda è la migliore società in Abruzzo per i rifiuti e ha un contratto ventennale con il Comune di Città Sant’Angelo: tanto per dire, solo un mezzo vale più di 200 mila euro. La matematica non è il mio forte, però, mi sembra che ci sia qualcosa che non va».
I grillini hanno presentato un esposto: è preoccupato?
«Ognuno interpreta il suo modo di fare politica come meglio crede. Se la procura mi chiamerà, io spiegherò quello che so».
Nelle vecchie carte dell’inchiesta di Ciclone, si parla del Considan come un assumificio: lei se lo ricorda così?
«Appena insediato ho licenziato 4 persone e tre consulenti superflui risparmiando 300 mila euro e questo è agli atti».
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