«Io, minacciato ancora per i combattimenti tra cani»

16 Novembre 2016

MONTESILVANO. «Continuo a ricevere minacce e intimidazioni, ma rifarei tutto per il bene degli animali». Così Andrea Di Federico, il 43enne che ha denunciato l’addestramento di cani da combattimento...

MONTESILVANO. «Continuo a ricevere minacce e intimidazioni, ma rifarei tutto per il bene degli animali». Così Andrea Di Federico, il 43enne che ha denunciato l’addestramento di cani da combattimento nelle palazzine Ater di via Rimini, e per questo è stato anche picchiato dai rom interessati dalla vicenda. Di Federico torna a parlare dopo il servizio andato in onda, lunedì scorso, su “Striscia la notizia”.

L’inviato della trasmissione Mediaset Edoardo Stoppa, sollecitato dal Dog Village e da un articolo del Centro, ha fatto un blitz a Montesilvano e ha provato a raccogliere le dichiarazioni dei rom coinvolti nella vicenda, ricevendo a sua volta minacce e aggressioni ai danni del suo operatore.

«Dopo essere stato già picchiato», commenta ora il montesilvanese, «ho continuato e continuo ancora oggi a ricevere insulti, minacce e telefonate anonime. Sono stato costretto a mandare mia madre, che vive in un altro appartamento ma sempre in via Rimini, a Milano da mia zia per qualche giorno perché se la sono presa anche con lei».

Ma nonostante tutto Di Federico non si pente di aver portato allo scoperto questa situazione riprendendo con il proprio telefonino i cuccioli di pitbull che venivano aizzati l’uno contro l’altro e di aver pubblicato il filmato su Facebook. «Lo rifarei altre cento volte», commenta, «per il bene degli animali e per quello delle persone che vivono nel condominio. Così come non ho paura a denunciarli per le violenze subite e per le discriminazioni sessuali che ho dovuto sopportare anche in televisione». Di Federico non ha paura, ma ammette di sentirsi abbandonato: «Chiedo maggiori controlli da parte delle Istituzioni e delle forze dell’ordine», conclude, «se poi dovessero continuare chiederò al Comune di prendere dei provvedimenti: o trovano una nuova casa a me o la trovano a loro». (a.l.)

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