«Io, minatore come mio padre e 5 fratelli»

2 Agosto 2016

Ex lavoratore indossa ancora la divisa per ricordare le vittime: «Dopo la sciagura, nacque la sicurezza»

MANOPPELLO. «Per 25 anni ho fatto il minatore in Belgio. Come mio padre e come i miei 5 fratelli». Dal 1965 al 1989, Antonio Parisi ha lavorato nella miniera di Bieringen. Poi, l’anno dopo si è trasferito a Manoppello: «La mia famiglia è devota del Volto Santo», dice. Ieri, come fa ogni 8 agosto nell’anniversario della tragedia di Marcinelle, si è rimesso la tuta blu, il casco da minatore con la luce davanti e una lampada appesa alla cintura dei pantaloni: «Lo faccio per rispetto delle vittime e per ricordare quello che è successo», dice. Una divisa che è stata notata anche dalla principessa Astrid di Belgio arrivata a Manoppello per commemorare i 60 anni dalla sciagura di Marcinelle che scosse l’Italia.

Nove anni dopo quella tragedia con un bilancio di 262 morti (136 gli italiani e 60 gli abruzzesi), Parisi è entrato per la prima volta in una miniera fino a diventare caposquadra di 9 operai: «Ho fatto lo stesso lavoro di mio padre. Lui era originario di Nardò, in Puglia, sposò una ragazza di Alanno e poi si trasferì in Belgio». Parisi racconta che il dramma della miniera in fiamme ha insegnato a prevenire gli incidenti: «Da quella tragedia è nata la cultura della sicurezza. Facevamo corsi settimanali sulla sicurezza e non si lasciava niente al caso. Sulle regole da rispettare, c’era tanta severità e le norme di comportamento non si potevano sorvolare».

Franco Rota è un altro ex minatore di Manoppello: «Dal 1977 al 1992 ho lavorato nella miniera di Houthalen come responsabile degli ascensori. Mio padre era di Bergamo, poi sposò una ragazza di Ornano Grande, frazione di Colledara vicino San Gabriele dell’Addolorata. Negli anni in cui ho lavorato nella miniera, la sicurezza sul lavoro non si tralasciava: è stato l’insegnamento di Marcinelle. Comunque, la cosa più bella è stata andare in prepensionamento: ho chiuso l’ultima miniera del Belgio».

Ieri a Manoppello, come fa da 6 anni, è arrivata anche Line Manouvrner, consigliera comunale di Charleroi: «È importante commemorare questa ricorrenza e fare sì che il dramma di Marcinelle non venga dimenticato», dice.

Tra i partecipanti anche Jean-Louis Delaet, direttore del museo di Bois du Cazier: «Il nostro museo è un patrimonio dell’Unesco e serve per tramandare la memoria». Delaet ha consegnato alla principessa un libro sulla storia dell’incidente. (p.l.)