«Io sono parente del presidente Zelensky»

La storia di Lyudmyla, scappata dall’Ucraina e arrivata a Pescara: ora si occupa della raccolta dei beni
PESCARA. Si chiama Lyudmyla Zelensky e dice di essere una «lontana parente» del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Ha 43 anni, vive a Pescara da diversi anni e nella vita ha fatto di tutto, dalla giardiniera alla badante. Ha un carattere energico e forte e da giorni è uno dei tanti volontari che si occupano della raccolta viveri e medicinali organizzata dal Comune.
A Leopoli, sua città natale, ha aperto la sua casa a tutti i concittadini che fuggono dalla guerra e hanno bisogno di trovare riparo da bombe e missili. «E' piena di gente», dice mentre si dà da fare per riempire cartoni e buste, «io non so chi ci va ad abitare. In questi giorni so solo che si sono bambini di un anno e tre mesi, riparati a casa mia. Ci pensano i miei parenti che sono rimasti a Leopoli a organizzare gli ingressi. Io avevo una casa vuota e, in questo periodo triste, l'ho messa a disposizione di chi ha bisogno. E' grande 120 metri quadri e ha 4 camere, c'è posto per tante persone». Gli ospiti rifugiati di Lyudmyla possono contare su un tetto sulla testa ma anche di pacchi di viveri «che io stessa sto mandando in Ucraina». Ha un cuore grande Lyudmyla. Pensa agli altri anche quando il suo cuore sanguina di dolore: «Papà Ivan è morto tre giorni fa», ha rivelato, «probabilmente ucciso dallo stress e dalla paura delle bombe. Non sono potuta andare al funerale in Ucraina, ma sono qui a preparare gli aiuti per la mia gente». E il presidente Zelensky? «E' un mio parente di ottavo grado, non ho contatti con lui ultimamente, ma è diventato un eroe nazionale che sta cercando di salvare il suo popolo. Deve andare avanti». Nel deposito di piazza Italia, lavorano senza sosta gli altri volontari, tutti ucraini, Oleh Tescenko, Andry Ivanov, Olena e Irina Marchenko. (c.co.)

