«Io sto con Excelsior» 200 foto di clienti per il gazebo rimosso

10 Novembre 2015

Adesioni su Fb anche da Brasile, Londra, Napoli e Puglia Il titolare: siamo solo all’inizio, contiamo di arrivare a mille

PESCARA. Ci hanno messo la faccia, senza se e senza ma. Di slancio, i clienti dell’Excelsior, lo storico bar di corso Umberto che la scorsa settimana ha dovuto rimuovere il gazebo perchè ritenuto abusivo dopo 14 anni, hanno aderito all’iniziativa del titolare partecipando in prima persona alla campagna «Io sto con l’Excelsior». E con questa frase scritta su un cartello, spesso anche su fogli di carta volanti, a penna o a pennarello, più di 200 persone si sono fatte fotografare inviando la foto (scattata all’interno del bar, ma anche in casa, per strada perfino a Londra e in Brasile, a Napoli e in Puglia) al titolare del locale o direttamente sulla pagina Facebook del caffè Excelsior.

Commercianti della zona, professionisti, studenti, pensionati, casalinghe, perfino i padroni con i cani e intere famiglie hanno aderito alla campagna finalizzata a convincere il Comune a regolarizzare il gazebo, come richiesto in tutti questi anni dal titolare. «Ho sempre pagato l’occupazione di suolo pubblico e mi hanno sempre concesso l’autorizzazione», ribadisce Carlo Miccoli, «ma per regolarizzare il gazebo che era diventato un punto di riferimento non solo per i miei clienti, ma per tutti quelli che passavano di qui, serve una delibera che equipari corso Umberto a piazza della Rinascita e a piazza Sacro Cuore dove sono consentite strutture come quella che hanno fatto togliere a me».

Un obiettivo a cui Miccoli non intende rinunciare, e non solo per il calo di incasso che c’è da quando ha dovuto rimuovere il gazebo, ma anche nel rispetto del nome e della storia del locale: «Siamo su corso Umberto dal 1970, e non è un caso se ho avuto questa bellissima risposta dalla mia clientela. Che poi, non mi ha sorpreso».

L’idea di Miccoli, ora, è di arrivare almeno a mille foto, («sicuro entro questa settimana») a cui abbinare anche una raccolta di firme da presentare poi in Comune.

«Nel frattempo», racconta il commerciante, «abbiamo scritto anche a Striscia la notizia chiedendo l’intervento del Gabibbo e ci siamo rivolti a uno studio specializzato per far valere i nostri diritti. Perché intendiamoci, oltre a un danno economico tutto questo ci ha causato un danno di immagine non da poco. Fino a domenica mattina, comitive che solitamente si fermavano ai nostri tavoli, sono rimaste stupefatte nel non trovare più il solito gazebo. Ma è stata un’indignazione generale, da parte di tutti, che ci dà la forza per andare avanti. Perché tanto ritorneremo, e ancora più forti di prima» assicura Miccoli. ©RIPRODUZIONE RISERVATA