«Io tra i primi positivi, ma sono già in corsia»

9 Aprile 2020

PENNE . In prima linea per fronteggiare le emergenze del reparto Covid19 del San Massimo di Penne c’è il dottor Dante Orlando, 63 anni, medico responsabile del reparto di Medicina del San Massimo....

PENNE . In prima linea per fronteggiare le emergenze del reparto Covid19 del San Massimo di Penne c’è il dottor Dante Orlando, 63 anni, medico responsabile del reparto di Medicina del San Massimo.
«Viviamo praticamente in reparto», racconta in uno dei rari momenti di pausa. In reparto ci sono ventidue pazienti, con punte da ventiquattro ricoverati. «Sono stato tra i primi ad ammalarmi di coronavirus, insieme ai miei colleghi Mario Semproni, Barbara Pini e Isabella Di Zio. Inizialmente ho dato sostegno a distanza e devo dire che i soli tre medici rimasti ad occuparsi di tutta l’emergenza nella prima fase, vale a dire il dottor Lorenzo Di Pizio e le dottoresse Alessia Memmi e Mariella Faccia, sono stati esemplari, esperti e professionalmente capaci».
A livello umano l’emergenza coronavirus cosa lascia a voi medici in prima linea? «Si vivono situazioni che lasciano il segno, che entrano a far parte del bagaglio umano di ognuno di noi.
Per certi aspetti le stesse emozioni le ho vissute lavorando in ambiente oncologico. Il buon medico non può rimanere indifferente a certe cose, ma deve rispettare i protocolli alla lettera per non mettere a rischio altre vite».
«È dura», aggiunge, «comunque vedere un anziano, agli ultimi istanti della sua vita, che non può salutare un figlio, una moglie o un proprio caro. Sono situazioni che non possono non toccare chi le vive in prima persona».
«Nel nostro reparto al massimo effettuiamo assistenza sub-intensiva», sottolinea il dottor Orlando, «quindi non abbiamo a che fare con situazioni di persone che hanno una delle funzioni vitali (respirazione, circolazione del sangue, attività neurologica) non sufficienti al mantenimento della vita. Per certi versi è ancor peggiore in quanto le persone colgono appieno il dramma che stanno vivendo».
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