Io, un ragazzino al Napoleon con Milo Manara

1982: il viaggio su un fantastico camper e trovarsi insieme a tutti i grandi del fumetto
di PAOLO BACILIERI
Sono un fumettista. Lo sono, credo, da sempre, o da così tanto tempo da avere poco chiaro quando tutto è cominciato.La mia prima volta al festival di Lucca (allora si chiamava Salone Internazionale dei Comics) la ricordo bene: era il 1982, avevo 17 anni e ne dimostravo a malapena 14, vivevo in Veneto, a casa dei miei genitori, ero timidissimo e già da qualche anno facevo i miei primi fumetti.
Un giorno di fine ottobre squillò il telefono. Mia madre rispose, poi venne a chiamarmi, era Milo Manara.
Avete presente quella scena agreste che stava sulle scatole dei pastelli Giotto con un pastorello (Giotto) intento a disegnare una pecora su un masso, osservato da un signore con barbetta e costume medievale (Cimabue)? Se avete più di 30 anni probabilmente sì. Ebbene andò più o meno così, io ero Giotto (ehm!) e Milo, Cimabue. L'avevo conosciuto pochi mesi prima, andando a casa sua con la mia cartella gonfia di scarabocchi e da allora frequentavo con una certa assiduità il suo studio. Manara mi proponeva di andare a Lucca con il suo fantastico camper (un veicolo Renault di derivazione militare, lo stesso che potete vedere nella storia “Sognare forse, Le avventure orientali di Giuseppe Bergman”).
Non ringrazierò mai abbastanza Cimabue, per questo. Partimmo al tramonto e arrivammo in tarda serata nel parcheggio dell'Hotel Napoleon, alle porte della città. Ancora non lo sapevo ma la hall del Napoleon era all'epoca il quartier generale di tutti gli ospiti del festival. Non eravamo ancora scesi dal camper che vidi comparire dalla porta girevole uno degli autori che amavo follemente, si trattava di Bonvi, alto, biondo, in completo bianco, sorretto da una bionda coi tacchi alti. Reggeva quel che era probabilmente un cocktail e scendeva con passo malfermo le scale per salire su un'auto decappottabile e sparire nella notte. Grande!
Entrammo nella hall e lì c'erano tutti gli altri, una folla traboccante chiassosa e festante di fumettisti e fumettiste di tutto il mondo, editori, giornalisti, fidanzate/i fans... Tra loro Karel Thole, Hugo Pratt, Moebius, Mordillo, Quino, Pino Zac, José Munoz, Lauzier, J.P. Dionnet, Enki Bilal, Lorenzo Mattotti, Alfredo Castelli, Mario Gomboli con una delegazione di fumettisti algerini, Vittorio Giardino, Massimo Mattioli, Andrea Pazienza, Filippo Scozzari, Tanino Liberatore, Stefano Tamburini, Silvio Cadelo, Silver, Sergio Staino, Cinzia Ghigliano, Luigi Bernardi, Daniele Panebarco e molti, moltissimi altri.
Pochi anni dopo cominciai a pubblicare fumetti e, ci furono molte altre Lucca Comics. Nel frattempo il fumetto è cambiato moltissimo, credo in meglio, grazie anche a molti di quei grandi autori che oggi non ci sono più, purtroppo.
Sarebbe bello avere a disposizione la DeLorean di “Ritorno al futuro” per tornare a quella sera del 1982 al Napoleon di Lucca a dare un'occhiata. E abbracciarli tutti, uno per uno.

