«Io, vittima dell’Inps che non applica le sue stesse regole»

Ex dipendente di un’azienda pescarese costretto a cercarsi un lavoro a 60 anni per un errore nel calcolo della pensione
MONTESILVANO. «La mia è una storia assurda che voglio raccontare soprattutto per aiutare chi si trova nella mia stessa condizione ma che, a differenza mia, non ha la possibilità di verificare la situazione di anomalia che lo riguarda». Comincia così il racconto di Antonio (il nome è di fantasia), un 60enne di Montesilvano, che si descrive come «esodato e vittima dell’Inps, che non applica le sue stesse circolari».
«Sono impegnato da mesi, infatti», sottolinea, «a sbrogliare una matassa procedurale che l'istituto di previdenza dovrebbe risolvere in mio favore. Invece, accade esattamente il contrario». Tutto comincia quando Antonio, laureato in Economia e commercio e quadro in un’importante azienda pescarese, all’età di 54 anni, decide di usufruire dell’incentivo all’esodo, accettando 4 anni di mobilità, così da dover aspettare poi solo tre anni prima del raggiungimento della pensione, dopo 35 anni di contribuzione.
«Purtroppo, nel frattempo, entra in vigore la legge Fornero che posticipa la data della mia pensione al 2022», racconta. «Allo stesso tempo, però, la stessa legge mi offre la possibilità di anticipare di 4 anni quella data, riscattando i 4 anni dell’università e attraverso due anni di contribuzione volontaria, con versamenti complessivi per 30mila euro». L’esodato decide così d’intraprendere questo percorso, provvedendo all’individuazione di un nuovo lavoro, part time, per un periodo di 52 settimane, prima di procedere al riscatto della laurea.
«La prima difficoltà che incontro su questo versante», prosegue, «si manifesta quando scopro che, pur avendo lavorato 52 settimane, sarebbero state conteggiate solo 38 settimane “utili” perché si trattava di un part time. Pur di superare questo ostacolo, di cui non ero a conoscenza, integro le settimane (come previsto dalla normativa) versando il dovuto, pari a 1.800 euro». Ma gli ostacoli per Rossi non finiscono qui, dal momento che dopo qualche mese la sede Inps di Montesilvano gli comunica che, secondo i loro calcoli, deve versare 90 mila euro non i 30 mila inizialmente ipotizzati. «Ciò avviene, a mio parere, perché l'Inps non applica un provvedimento dell'Inps nazionale», spiega documenti e calcolatrice alla mano.
«Così, dopo una richiesta di incontro negata telefonicamente, invio una lettera alla direttrice dell’Inps di Montesilvano, assessore comunale Pescara, Bruna Sammassimo, per riepilogare tutta la mia situazione nella speranza di un incontro chiarificatore ma il mio appello cade nel vuoto. Ritengo che, applicando tale circolare», aggiunge Antonio, che intanto è stato costretto a trovare un nuovo lavoro part time per superare le difficoltà, «riuscirei a ottenere giustizia, ma in questo momento mi metto anche nei panni di tanti esodati e di quei lavoratori che intervengono con una contribuzione volontaria per raggiungere i requisiti di pensionamento e non ci riescono. Nel mio caso, l'Inps locale sta bypassando per motivi inspiegabili una circolare nazionale, e lo stesso potrebbe accadere a danno di altri lavoratori che non hanno la possibilità di verificare l'iter che li riguarda e di cercare possibili soluzioni alternative».
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