Iohel, il piastrellista che sogna di tornare

7 Febbraio 2015

Ha lavorato a lungo nei cantieri all’Aquila, ma ora a 55 anni è tornato precario e deve restare ad Alba

Qualsiasi tipo di pavimentazione, dal parquet al cotto. Su e giù per l’Italia, dalle case private ai corridoi dei centri commerciali. Per venti anni suonati. Iohel Christea potrebbe descrivere una a una le sedi del Globo. La ditta di Notaresco per cui lavorava, la Mad Pavimentazioni, ha preso in appalto più volte lavori all’interno di quel circuito commerciale. Iohel potrebbe parlare per ore della ricostruzione post-sisma. Onna, Bazzano, Bagno, Sassa, solo per fare qualche esempio.

Dove c’erano Moduli abitativi provvisori da costruire, la sua azienda veniva chiamata in causa per mettere qualcosa sotto i piedi di chi aveva perso casa. Laminato e cemento fresco sopra le macerie delle frazioni più colpite. Adesso è finito tutto. Non è facile a 55 anni prendere atto che la tua azienda non può più darti da mangiare e devi reinventarti un lavoro. Da Alba Adriatica si è messo sul bus per la Romania a San Benedetto del Tronto per riprendere fiato qualche settimana. «Vado a trovare la mia famiglia», spiega, «non starò via molto. Non posso permettermi di restare senza fare niente».

Ogni volta che torna in Romania, la tentazione di non tornare e di lasciarsi l’Italia alle spalle è forte specie in questi ultimi anni di grande crisi economica e sociale. Ma come si fa? «Meglio continuare a lavorare in Italia, anche in maniera precaria», valuta, «perché su da noi più di 200 euro al mese non li rimedio e la vita costa più o meno come in Italia. Quanto mi piacerebbe poter mettere da parte un bel po’ di soldi e tornare a casa per fare qualche investimento, in terreni o appartamenti». Del resto, il mercato immobiliare offre una vasta scelta di strutture e abitazioni sottoprezzo, specie in alcune aree. Di terreni a buon mercato ce ne sono quanti se ne vuole e, se si pensa alle politiche comunitarie, l’agricoltura può costituire per molti un investimento non da poco. «Per quest’anno resterò ad Alba, in futuro chissà, Dio vede e provvede», afferma Christea. «Ho amici in tutta la Val Vibrata e per me questo è quello che conta. Insieme si affrontano meglio le difficoltà economiche». (fab.i.)