Iovine contro la campagna anti-prostitute del Comune
MONTESILVANO. La campagna di comunicazione dai toni forti promossa dal sindaco Maragno per combattere la prostituzione continua a sollevare polemiche. A tornare sul contestato slogan della campagna è...
MONTESILVANO. La campagna di comunicazione dai toni forti promossa dal sindaco Maragno per combattere la prostituzione continua a sollevare polemiche. A tornare sul contestato slogan della campagna è anche l’ex amministratore, Vittorio Iovine.
«Da assessore alla polizia locale della giunta Di Mattia, mi occupai del problema della tratta anche facendo uscite notturne con l’allora comandante dei carabinieri Marinelli e, nel breve tempo che mi fu concesso, proposi e ottenni delibere che, inasprendo le sanzioni, colpivano più duramente l’utenza, e attivai una sinergia con OnTheRoad per offrire una via d’uscita alle donne vittime di tratta.
Evidenziando come «la prostituta è la prima vittima della prostituzione» e in quanto tale non può essere criminalizzata o additata come rovinafamiglie, Iovine ritiene che «l’approccio al problema che emerge dalla cosiddetta pubblicità progresso del Comune sia figlio di una cultura maschilista e sciovinista e tradisca una visione del problema affetta da una preoccupante arretratezza culturale, che esalta la concezione di sottomissione della donna considerata mero oggetto e strumento di depravazione sociale da evitare per salvarsi la reputazione e la famiglia».
Iovine stigmatizza anche l’utilizzo del «turpiloquio che denota disprezzo per le vittime della prostituzione considerate solo delle “puttane” tentatrici. Sono francamente basito per questa caduta di stile da parte di un sindaco che conosco quale gentleman oltre che persona sensibile e accorta», chiosa. «Spero e credo che Francesco Maragno vorrà porre rimedio a questa oscenità che è certamente costata alla collettività denari assolutamente mal spesi». (a.l.)
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