Ipotesi caserma Di Cocco per i ragazzi del da Vinci

22 Febbraio 2017

L’immobile ceduto dal ministero della Difesa al Comune necessita di interventi I 240 studenti ospiti del Classico rischiano di restare senza sede a settembre

PESCARA. Spunta l'ipotesi della caserma Di Cocco come futura sede degli studenti del liceo scientifico Leonardo da Vinci ospiti del Classico D'Annunzio dall'inizio dell'anno scolastico. L'immobile, situato tra viale Pindaro e via Virgilio a Porta nuova, è stato ceduto dal ministero della Difesa al Comune, che deve ancora ufficializzare il passaggio burocratico.

Una volta che la struttura, con annesso parco pubblico (per la quale l'università D'Annunzio avrebbe manifestato interesse allo scopo di realizzarvi una cittadella universitaria con l'utilizzo del vicino comando dei vigili del fuoco )sarà passata definitivamente al Comune, si potrà pensare a questa «bella soluzione, ma non nell'immediato», sostiene l'assessore alle Politiche sociali Antonella Allegrino che, contemporaneamente, sta portando avanti il progetto di risanamento dell'ex scuola elementare di piazza dei Grue su cui studenti, genitori, insegnanti e preside del da Vinci Giuliano Bocchia, hanno appuntato il loro interesse da mesi. La caserma Di Cocco - «interessante alternativa che riqualificherebbe la zona di viale Pindaro» - ha però un nemico: il tempo. Perché a 4 mesi dalla chiusura dell'anno scolastico, i genitori dei 240 alunni della succursale dello Scientifico premono per sapere «dove andranno i nostri figli a settembre». E sei mesi, se si considerano anche le vacanze estive, sono troppo pochi per «fare gli adeguamenti» alla caserma che si affaccia su piazza Ovidio allo scopo di trasformare l'edificio in una scuola a norma. Ma sono un tempo sufficiente sia per avviare gli interventi di ristrutturazione e messa a norma dell'immobile di piazza dei Grue con i fondi, 80mila euro, messi a disposizione dalla Regione, sia per decidere la nuova destinazione del centro sociale per anziani Grue, che ha trovato in quella struttura la naturale sistemazione. C'è anche da considerare che, qualora avvenisse lo spostamento del centro sociale e quindi si liberassero tutte le stanze (una decina) al primo piano, solo una parte degli studenti, più o meno una novantina, potrebbe occupare quelle aule. I restanti dovrebbero essere ospitati altrove: una possibilità potrebbe essere la scuola primaria di via Cerulli poco distante, perché non ci sarebbero spazi sufficienti per tutti in piazza dei Grue, dove il trasferimento degli studenti, previsto a gennaio, è poi slittato. La vicenda dovrà essere sbrogliata dalle istituzioni: la Provincia che gestisce gli istituti superiori e il Comune titolare degli immobili di piazza dei Grue e prestodella caserma Di Cocco. Sulla quale, al momento, Allegrino esprime «opinioni personali, non c'è nulla di ufficiale. Dobbiamo mettere intorno a un tavolo i diversi pensieri, sentire l'università e formulare un’idea progettuale. Intanto, io ho cominciato a studiare la documentazione e a fare verifiche informali, ma i tempi non sono brevi».

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