Irpef, la riforma a tre aliquote Ecco chi ne beneficia di più

23 Dicembre 2023

PESCARA. Con la revisione delle aliquote Irpef si risparmieranno fino a 260 euro sulle tasse. In attesa della riforma fiscale che prevede una revisione generale del sistema tributario, il governo ha...

PESCARA. Con la revisione delle aliquote Irpef si risparmieranno fino a 260 euro sulle tasse. In attesa della riforma fiscale che prevede una revisione generale del sistema tributario, il governo ha compiuto il primo passo, con la riduzione degli scaglioni Irpef da 4 a 3. L’ok, a inizio agosto, da parte della Camera alla legge delega per la riforma fiscale ha messo nero su bianco la progressiva transizione dal modello di imposizione a scaglioni sui redditi delle persone fisiche alla tassa piatta unica, la flat tax. Il primo step della riforma partirà a gennaio prossimo con l’accorpamento dei primi due scaglioni Irpef, che riguardano i redditi fino a 28mila euro, in un’unica aliquota del 23%, con un risparmio del 2% sulle tasse per i redditi compresi tra i 15mila e i 28mila euro. La versione definitiva del decreto legislativo, approdata il 19 dicembre sul tavolo del Consiglio dei ministri, sarà discussa nel prossimo Cdm in attesa di «un approfondimento tecnico in coerenza con la legge di Bilancio in via di approvazione». Ecco cosa cambia dal 1° gennaio 2024.
COME CAMBIANO
GLI SCAGLIONI IRPEF
Il governo Draghi, nella legge di Bilancio 2022, aveva fatto scendere gli scaglioni da 5 a 4. Adesso, il governo Meloni ha operato un secondo taglio, facendo scendere da 4 a 3 gli scaglioni e rimodulando l’aliquota del secondo scaglione Irpef (15-28mila euro) dall’attuale 25% al 23%. Accorpando il primo scaglione con il secondo, il modello Irpef ha una nuova configurazione: fino a 28mila euro di reddito l’aliquota Iperf è del 23%; oltre i 28mila e fino a 50mila euro di reddito, l’aliquota è del 35%. Infine, oltre i 50mila euro di reddito, l'aliquota è pari al 43%.
QUANTO SI RISPARMIA
L’intervento riguarda i contribuenti con redditi superiori ai 15mila euro: si tratta di poco meno di 24 milioni di persone, che da sole, però, rappresentano più della metà di tutta la platea Irpef (il 57%). Il risparmio sarà intorno ai 20 euro per chi ha poco più di 15mila euro di reddito, per gli altri cresce all’aumentare del reddito fino a 28mila, con un risparmio massimo di 260 euro. Un esempio: chi guadagna 20mila euro annui vedrà un beneficio del 2% dovuto alla riduzione dello scaglione per i 5mila euro che eccedono il tetto dei 15mila: il beneficio si traduce in 100 euro. Sono, dunque, i redditi più poveri, quelli sotto i 15mila euro, che non vedranno nessun miglioramento, come quelli sopra i 50mila euro. Per questi ultimi, infatti, il beneficio si azzera perché viene introdotta una franchigia proprio di 260 euro sulle detrazioni del 19%. Dal taglio sono escluse le spese sanitarie, le polizze anti-calamità e le donazioni liberali a favore di onlus, enti religiosi, del terzo settore e partiti politici.
RIFORMA IRPEF
Dopo l’approvazione del Parlamento, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, il 14 agosto scorso ha preso il via il percorso della riforma fiscale, che prevede una revisione generale del sistema tributario, indicando i principi e le misure da adottare.
Il governo ha ventiquattro mesi per portare a termine tutte le riforme fiscali e approvare i decreti attuativi, ma una delle prime azioni sarà la revisione dell’Irpef, con una modifica degli scaglioni e delle aliquote già nella legge di Bilancio 2024. Nella Delega fiscale sono previsti i principi generali su cui si baserà la riforma dell’Irpef. L’obiettivo è passare da quattro a tre scaglioni, con un relativo adeguamento delle aliquote, in modo da arrivare entro la fine della legislatura alla flat tax. La revisione dell’Irpef passa anche dal riordino delle deduzioni e delle detrazioni, che al momento valgono una cifra tra gli 80 e i 100 miliardi l’anno. La riduzione delle aliquote e degli scaglioni potrebbe costare tra i 3 e i 4 miliardi. (m.p.)