Italia e Francia unite nel segno della solidarietà

Il ministro degli esteri Nathalie Loiseau presente in rappresentanza di Macron Parigi ha finanziato il restauro della chiesa semidistrutta dal sisma del 2009
L'AQUILA. “W l'Italia. W la Francia. W l'Europa”. Un richiamo alla coesione e alla cooperazione, alla memoria storica e ai progetti futuri, quello del ministro francese degli Affari esteri, Nathalie Loiseau, che ha portato alla città dell'Aquila, e al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, i saluti del Presidente francese, Macron.
«Dopo essere stati con voi nel momento del dolore, esprimo tutta la mia gratitudine per averci concesso di condividere con voi il momento della rinascita. Italia e Francia sono nazioni sorelle la cui vicinanza si misura con una forza d'animo così particolare che ci porta a costruire insieme, consapevoli che senza l'altro non potremo andare lontano.
E la ricostruzione della Chiesa di Santa Maria del Suffragio è il più bel simbolo della nostra amicizia», le parole del ministro Loiseau, che ha ricordato il ruolo attivo del governo francese nel finanziamento della ricostruzione delle chiesa delle Anime Sante.
Un parterre di istituzioni nazionali e locali come non si vedeva da tempo, all'ombra della cupola di Santa Maria del Suffragio, per la festa della Rinascita, che inaugura di fatto il decennale del sisma del 2009.
LA RINASCITA DELL'AQUILA. «Il terremoto ha fatto scempio di vite e di memoria, di progetti e di esistenze», le parole pronunciate dal sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, «ha messo a dura prova l'economia del territorio e le sue risorse, ma oggi siamo il centro di una vivacità inaspettata. Questi bambini», ha detto indicando la platea di bimbi, «non sono più i figli del terremoto, ma della rinascita».
«Il sisma ci ha tolto non solo i nostri cari, ma ha rischiato di privarci dell'identità di aquilani», ha sottolineato il presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, «ogni volta che ci riappropriamo di un momento, è come se ci ricongiungessimo ad un pezzo della nostra identità».
LE AUTORITÀ. In tanti hanno assistito alla cerimonia, accogliendo la presenza silenziosa e solenne del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Tra i presenti il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisori, il sottosegretario ai Beni culturali, Gianluca Vacca, l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, gli onorevoli Stefania Pezzopane, Antonio Martino, Gaetano Quagliariello, il senatore Marco Marsilio, l'ex sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, l'ex vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, il consigliere regionale, Pierpaolo Pietrucci, che era anche nel comitato organizzatore, la rettrice dell'Università, Paola Inverardi, il manager della Asl dell'Aquila, Rinaldo Tordera, il giudice Roberta D'Avolio, della Procura dell'Aquila, il presidente dell'Ance della provincia dell'Aquila, Adolfo Cicchetti, il direttore regionale della Confcommercio, Celso Cioni, molti sindaci del cratere e autorità militari. Per la rappresentanza ecclesiastica, oltre al cardinale, Giuseppe Petrocchi, era presente il vescovo emerito, Giuseppe Molinari.
GRANDE COMMOZIONE. «Ho visto il presidente Mattarella partecipe e commosso. Mi ha detto di aver molto ammirato il lavoro di ristrutturazione operato sulle chiesa delle Anime Sante», ha dichiarato l'ex sottosegretario, Gianni Letta, «anche per me è un altro momento speciale sull'onda di una rinascita che sento viva. L'Aquila merita tutto questo e la presenza di Mattarella è un ulteriore stimolo ad andare avanti». Anche Pezzopane e Pietrucci hanno parlato di «una giornata carica di emozioni e ricordi, arricchita dalla partecipazione dei bambini». Per Legnini «si tratta di un traguardo che segna una fase delicata e importante per la ricostruzione. Un processo che deve essere portato a compimento senza rallentamenti».
RICOSTRUZIONE PUBBLICA. Il ministro dell'ambiente Bonisori ha assicurato «di voler continuare nell'operazione di aiuto e supporto al territorio aquilano, anche da punto di vista normativo e del personale per fluidificare i processi di ricostruzione». Commosso, ma critico l'ex sindaco, Cialente, che ha detto: «Questa festa di rende lieto, ma lascia l'amaro in bocca perché il centro storico paga la mancata ricostruzione pubblica, che proprio non cammina».
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