Italia nostra: «La pineta è in abbandono»
PESCARA. «Il caso di via Pantini non riguarda solo la questione alberi da abbattere o da trapiantare o da compensare, ma assume un significato più ampio che coinvolge la sfera sociale dei cittadini e...
PESCARA. «Il caso di via Pantini non riguarda solo la questione alberi da abbattere o da trapiantare o da compensare, ma assume un significato più ampio che coinvolge la sfera sociale dei cittadini e l’integrità stessa della Riserva dannunziana». A sostenerlo sono 12 associazioni ambientaliste con Italia nostra in testa.
«Non possiamo tacere la grave situazione in cui versa l’area protetta dalla Regione», si legge in una nota, «la cui resilienza, ovvero la capacità di resistere agli urti esterni, è al limite della sua stessa sopravvivenza. E non dicano gli amministratori e i politici della città che non sanno, perché il nostro rappresentante, il noto scienziato e ricercatore Giovanni Damiani, nella commissione comunale, che si è svolta lunedì scorso su via Pantini, ha relazionato sulle problematiche da affrontare».
«Elenchiamo sinteticamente i principali temi», prosegue la nota, «la costruzione delle recinzioni ha creato una sorta di vasca da bagno in cui vive la biodiversità della Riserva, con enormi problemi di vivibilità per le emergenze naturali di flora e fauna, soprattutto per quella vegetazione, rara ed endemica, per cui la Riserva è stata istituita. La Riserva è un sistema naturale, biologico e dinamico in connessione con tutti gli altri ecosistemi vicini. Non si può trasformare un complesso biologico in una zattera isolata tra strade e cemento.La gestione inadeguata della Riserva ha distrutto una componente essenziale del mondo biologico: i funghi».
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