Khatir condannato a morte dai talebani

26 Gennaio 2024

È scappato dall’Afghanistan macinando chilometri e speranze. Un'odissea che si è conclusa anche con l'onore di incontrare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. È il caso di Khatir...

È scappato dall’Afghanistan macinando chilometri e speranze. Un'odissea che si è conclusa anche con l'onore di incontrare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. È il caso di Khatir Najibullah, nato a Yousuf Khail, in Afghanistan, il 6 giugno del 1989 e oggi finalmente inserito in Italia. La sua è una storia a lieto fine, conquistata con fatica e grande forza. A Penne ha raccontato di aver camminato per tre mesi a piedi, lasciando la sua famiglia e il suo Afghanistan, in cerca di un futuro migliore. Ha percorso 6.000 chilometri pur di fuggire da una condanna a morte dei talebani. Dopo aver fotografato gli autori di un attentato, ha dovuto lasciare sua moglie e i suoi 4 bambini. Ha attraversato paesi e montagne, dormito in caverne e camminato di notte. Ha visto compagni di viaggio morire. Dal dicembre del 2015 è stato ospite rifugiato della struttura di accoglienza del Lapiss a Penne, all’interno dell’Oasi gestita dal coop Cogecstre. Il 28 luglio del 2016 ha addirittura incontrato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (nella foto), in occasione della ricorrenza dei 50 anni dalla fondazione del Wwf Italia. «So che adesso ha preso la patente. Ogni tanto è venuto anche a trovarci in auto. Per un periodo ha lavorato alla Conad come addetto agli scaffali», racconta ancora Damiano Ricci. (f.bel.)