Kim testa la bomba H E’ pronta per i missili

4 Settembre 2017

E’ 5 volte più potente di quella di Nagasaki, ha provocato 2 forti terremoti

PECHINO. La Corea del Nord ha effettuato il sesto test nucleare e rivendicato il «perfetto successo» della bomba all'idrogeno detonata e disegnata per armare un supermissile intercontinentale: la sfida del leader Kim Jong-un, malgrado la prevedibile e unanime condanna della comunità internazionale, è stata fatta con «un annuncio speciale e importante» dal network statale Kctv e anticipata dal potente sisma «artificiale» di magnitudo 6,3 avvertito lungo la gran parte del confine nordorientale cinese. È stata Ri Chun-hee, l'annunciatrice delle grandi occasioni, colonnello e ufficialmente in pensione visti i suoi 74 anni, a tornare in servizio e a comunicare alla nazione che «abbiamo fatto esplodere con successo il nostro primo ordigno termonucleare». Indossando il joseon-ot rosa, l'abito tradizionale, ha lodato il «grande traguardo» raggiunto. Poco dopo la scossa, registrata alle 12 nordcoreane (le 5.30 in Italia) è maturata l'irritata reazione di Seul e Tokyo, alla quale s'è aggiunta la dura risposta della Cina, che con il ministero degli Esteri ha «condannato con forza» la mossa di Pyongyang quando il presidente Xi Jinping era a Xiamen per dare il via al vertice dei Paesi Brics, curato nei minimi dettagli e di grande visibilità internazionale dopo il G20 del 2016.
La Corea del Sud ha alzato l'allerta, intenzionata a chiedere sanzioni molto più aspre e assicurando che farà ogni pressione possibile sul Consiglio di Sicurezza dell'Onu perché si arrivi all'isolamento «totale» di Pyongyang, in base a quanto detto dal presidente Moon Jae-in in avvio della riunione del Consiglio di sicurezza nazionale. In più è stata ufficializzata l'ipotesi di accettare più armi tattiche dagli Usa come deterrente.
In Giappone, primo Paese a confermare il test nucleare (sull'uso reale della bomba all'idrogeno serviranno altri giorni di analisi), il premier Shinzo Abe ha definito la provocazione «assolutamente inaccettabile», mentre il ministro degli Esteri Taro Kono si è speso per un'altra efficacia delle sanzioni Onu, rinnovando la sintonia con Seul e Washington. «Il dialogo non funziona, la Corea del Nord capisce una cosa sola», è sbottato Donald Trump commentando il primo test nucleare del Nord durante la sua presidenza. Gli occhi del mondo sono puntati sulla reazione dell'America, con il presidente che ha incontrato i vertici militari alla Casa Bianca e non ha escluso un attacco preventivo. «Vedremo», ha risposto ai giornalisti che glielo chiedevano. Frenetici i contatti anche in Europa. Emmanuel Macron, Angela Merkel e Paolo Gentiloni si sono sentiti al telefono e hanno concordato, ha riferito l'Eliseo, «sulla necessità di una reazione internazionale forte», a partire da nuove sanzioni da adottare in ambito europeo.
Anche i presidenti cinese Xi Jinping e russo Vladimir Putin, entrambi a Xiamen, hanno convenuto sulla necessità di «affrontare appropriatamente» l'ultimo test nordcoreano. Ma il capo del Cremlino, in un colloquio con il premier giapponese Abe, ha messo in guardia dall'intraprendere qualsiasi avventura militare individuando solo nella «politica» e nella «diplomazia» le possibili soluzioni. La «nuova situazione», come l'hanno definita i leader di Pechino e Mosca, ha preso forma con i dati preliminari della detonazione.
Il sisma artificiale registrato in Corea del Nord è il più potente dei sei test fatti finora. L'onda è stata pari a 5-6 volte quella generata dal quinto esperimento e 11 volte quella del quarto, entrambi del 2016, ha riferito la Korea Meteorological Administration, l'agenzia sudcoreana che oltre al meteo ha in carico le rilevazioni sismiche. Il test ha avuto la potenza di 100 chilotoni, 5 volte la bomba sganciata dagli Usa su Nagasaki nell'agosto del 1945, ha detto Kim Young-woo, capo della commissione Difesa del parlamento di Seul. L'ordigno è stato il più potente provato da Pyongyang, 10 volte il quinto test del 9 settembre 2016 di 10 chilotoni e tale da causare il crollo del tunnel.