L’Abruzzo a misura di bimbo Negli asili oltre 10mila posti

Quattro strutture su cinque sono gestite da privati, la copertura passa dal 28 al 55,3%
L'AQUILA . L'Abruzzo culla i suoi bimbi. Una regione inclusiva, che offre asili nido e scuole per i più piccoli. Con un duplice intento: contrastare lo spopolamento nei territori meno serviti e dare alle mamme la possibilità di lavorare, senza interrompere la carriera professionale.
Risultati che si evincono dal rapporto Svimez-Save the Children, che certifica il raggiungimento di un traguardo straordinario per la regione: l'Abruzzo risulta tra le prime tre, in Italia, per copertura di posti negli asili nido passando, in un solo anno, dal 28% al 55,3%. Un risultato che supera di oltre dieci punti percentuali l'obiettivo europeo del 45%, per il 2030, e va ben al di sopra della media nazionale, prevista del 41,3%.
Quest'anno la Regione, con il supporto della nuova piattaforma per il sistema integrato di educazione ed istruzione 0-6 anni, erogherà oltre un milione di euro alle strutture pubbliche, asili nido e scuole dell'infanzia, e più di 4 milioni di euro a quelle private per accogliere 10.371 bambini in età pre-scolare. Quasi pronta anche la bozza della proposta di legge regionale, voluta dall'assessore al sociale, Roberto Santangelo, che consentirà all'Abruzzo di dotarsi di una nuova norma per il sistema integrato scolastico da 0 a sei anni.
ASILI PER BIMBI.
Nella classifica dello Svimez-Save the Children sull'impatto degli investimenti del Pnrr e del nuovo piano nidi promosso dal ministero dell'Istruzione e del merito - contenuta nella XV edizione dell'Atlante dell'infanzia, dal titolo "Un, due, tre...stella. I primi anni di vita" - l'Abruzzo risulta terza, con una percentuale del 55,3%, per copertura di posti negli asili nido.
Sul podio, al primo posto, il Molise (66%), al secondo l' Umbria (57,1%). «Un chiaro riconoscimento del lavoro portato avanti dal nostro assessorato e dai diversi enti territoriali», ha detto il presidente della Regione, Marco Marsilio, «aver raggiunto una copertura così ampia, che colloca l’Abruzzo tra le prime tre regioni italiane, è motivo di orgoglio e conferma il nostro impegno per offrire ai genitori abruzzesi luoghi sicuri e un numero di posti sempre maggiore per i loro figli. Grazie anche ai fondi del Pnrr e al nuovo Piano nidi, promosso a livello nazionale, siamo riusciti a implementare un sistema di sostegno capillare, che garantisce un accesso diffuso e sostenibile ai servizi per la prima infanzia. Con questo risultato, l’Abruzzo si conferma all’avanguardia nel settore dell’educazione e del sostegno alla prima infanzia, diventando un modello di riferimento per altre regioni e ponendo le basi per un futuro più inclusivo e a misura di famiglia».
FONDI CERTI.
Il primo passo della "mini- rivoluzione" che strizza l'occhio ai bambini con meno di sei anni e alle mamme lavoratrici, è stato l'allestimento di una piattaforma regionale innovativa, denominata "Sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni", che ha consentito alla Regione Abruzzo di erogare contributi importanti agli ambiti territoriali sociali e alle strutture, accelerando il percorso di crescita dei servizi dedicati all’infanzia.
«Un investimento che ha permesso non solo di rispondere alle esigenze delle famiglie, ma anche di favorire lo sviluppo educativo e sociale dei più piccoli, sostenendo attivamente l’inclusione e riducendo il divario territoriale», spiega l'assessore Roberto Santangelo.
Questi i numeri: sono 369 le strutture per l'infanzia monitorate tramite la piattaforma, 73 pubbliche e 296 private per un totale di 10.371 bambini iscritti. Grazie ai fondi Po Fse le strutture pubbliche riceveranno 1 milione 6mila euro di finanziamento, quelle private 4 milioni 24mila euro.
«È stato, inoltre, costituito un apposito gruppo regionale per riformare la legge dell'aprile 2000 ed attuare un sistema integrato 0-6 anni che metta l'Abruzzo al passo con i tempi», sottolinea l'assessore Santangelo, «è la prima volta che la Regione di attiva concretamente per adeguare la normativa. La precedente legge, infatti, risulta datata, alla luce anche dell'evoluzione della normativa nazionale. Il sistema integrato di educazione e istruzione garantisce a tutte le bambine e ai bambini, compresi in questa fondamentale fascia di età, di averi pari opportunità e di sviluppare le proprie capacità di relazione, autonomia e creatività superando disuguaglianze, barriere territoriali, economiche, etniche e culturali».
BANCA DATI.
Il percorso ha portato alla creazione di una banca dati regionale per monitorare tutte le strutture, pubbliche e private, che operano in Abruzzo «di cui in precedenza non si aveva contezza», dice Santangelo. Questa piattaforma consente di ripartire con maggiore equità i fondi dedicati a queste preziose realtà».
«Una rivoluzione in positivo partendo dalla base: l'analisi dei dati oggettivi, dei posti occupati e di quelli autorizzati, nelle varie strutture, per arrivare a mettere in campo una norma che, sulla scorta delle linee guida nazionali, offra servizi adeguati e calati sulle varie esigenze territoriali, ai bambini e alle loro famiglie».
Finora, la ripartizione dei fondi regionali per gli asili nido e le scuole materne avveniva sulla base delle schede di rilevazione cartacee, che venivano inoltrate agli uffici competenti della Regione dagli Ambiti sociali. La nuova piattaforma regionale, a cui si accede tramite Spid dal portale della Regione Abruzzo, consente alle singole strutture, pubbliche e private, che accolgono bambini da 0 a sei anni, di caricare i dati sul numero di iscrizioni e di posti a disposizione.
«Un sistema», conclude l'assessore Santangelo, «che ha permesso alla Regione di avere un monitoraggio costante dei flussi e, al contempo, uno strumento efficace per la ripartizione dei fondi, sulla base di dati ufficiali». Del gruppo di lavoro che si sta occupando della stesura della bozza di legge fanno parte l'Ufficio diritto allo studio scolastico del servizio istruzione e università, l'Ufficio scolastico regionale, l'Anci Abruzzo, la Fism Abruzzo e il Gruppo nazionale nidi e infanzia per l'Abruzzo» La bozza della nuova legge regionale, se la scaletta verrà rispettata, sarà pronta entro l'anno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

