L’Abruzzo ai tempi dell’uomo di Neanderthal
Pool di archeologi diretto dall’Ecole francaise de Rome indaga per il terzo anno consecutivo su un insediamento dell’era paleolitica nella Valle Giumentina
ABBATEGGIO. Per il terzo anno consecutivo, il sito archeologico della Valle Giumentina accoglie (fino al 30 giugno) una squadra internazionale di archeologi, sotto la direzione dell'Ecole française de Rome e della soprintendenza per i Beni archeologici dell'Abruzzo. Un pool di esperti che sta indagando sul più antico popolamento dell'Abruzzo, risalente al Paleolitico, epoca dell'uomo di Neanderthal (300mila/30mila anni circa), che nella Valle Giumentina ha lasciato tracce evidenti del suo insediamento.
«Sono stati rinvenuti» spiega il sindaco Antonio Di Marco "strumenti in pietra scheggiata e ossa di animali cacciati dai gruppi che percorrevano le pendici settentrionali della Majella. I reperti provengono da diversi livelli distribuiti su una profondità complessiva di 25 metri, per un totale di nove unità stratigrafiche. Questo progetto quinquennale, che durerà fino al 2015» ,fa notare il primo cittadino, «è finanziato dall'Ecole française de Rome, dal Parco nazionale della Majella, dalla Fondazione PescarAbruzzo ed è stato realizzato grazie al sostegno indispensabile del Comune di Abbateggio e alla calorosa accoglienza degli abitanti, molto interessati a conoscere la storia del proprio territorio.
In questa vasta area pedemontana della Majella risiede il più alto numero di Tholos, antiche rimesse delle greggi realizzate in forma conica con pietre a secco. Lo scavo archeologico prosegue sotto la direzione degli specialisti in Preistoria: Elisa Nicoud (Ecole française), Daniele Aureli (Università di Siena), Marina Pagli (Università di Parigi). Quaranta giovani volontari delle Università di Roma, Venezia, Napoli, Chieti, dell'archéoclub di Pescara, del Comune di Abbateggio, delle Università di Parigi, Bordeaux, Rennes, Aix-en-Provence, del Museum national d'Histoire naturelle, di Lione, Clermont-Ferrand, Rio de Janero, partecipano al progetto.
«Questi specialisti dell'era del Quaternario (geologia, vulcanologia, malacologia, palinologia, datazioni dei sedimenti tramite metodi radiometrici)» riprende Di Marco «proseguono le loro ricerche per stabilire l'età delle occupazioni antropiche e l'ambiente all'epoca paleolitica. Al termine dello studio, sarà possibile ricostruire l'evoluzione del clima, della vegetazione nella zona dell'attuale Parco della Majella insieme ai comportamenti tecnici e territoriali dei nostri antenati. I risultati di questa ampia ricerca multidisciplinare costituiranno la base per il confronto con altre realtà preistoriche italiane, europee e mediterranee».
Due anni fa, in quella zona, l'amministrazione di Di Marco ha costruito ex novo un villaggio Paleolitico (sullo sfondo nella fotografia) a ricalco della antica vita pastorale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

